di: Enrico Casale | 17 Settembre 2026
Il deficit della bilancia commerciale energetica tunisina è aumentato del 29% nei primi sette mesi del 2026, raggiungendo 8,271 miliardi di dinari (2,45 miliardi di euro), contro i 6,399 miliardi dello stesso periodo del 2025. Lo riferisce La Presse citando il rapporto sulla congiuntura energetica pubblicato dall’Osservatorio nazionale dell’Energia e delle Miniere.
Nello stesso periodo, le esportazioni di prodotti energetici sono cresciute del 45% in valore, mentre le importazioni hanno registrato un aumento del 32%. L’andamento degli scambi energetici, sottolinea l’Osservatorio, è particolarmente sensibile alle quantità scambiate, al tasso di cambio tra dollaro e dinaro e alle quotazioni del Brent, parametro di riferimento per i prezzi del greggio importato ed esportato e dei prodotti petroliferi.
A luglio, il prezzo del Brent è risultato superiore di 12,4 dollari al barile rispetto allo stesso mese del 2025, anche per effetto dell’aumento delle tensioni in Medio Oriente e dei rischi per il transito petrolifero nello stretto di Hormuz. Nello stesso periodo il dinaro tunisino si è apprezzato del 2% rispetto al dollaro.
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