di: Valentina Milani | 26 Maggio 2026
La Namibia ha avviato un nuovo progetto volto ad aumentare la produttività e a sviluppare la filiera del miglio perlato, noto localmente come mahangu, coltura resistente alla siccità e fondamentale per la sicurezza alimentare del Paese.
L’iniziativa, denominata “Support to improve productivity and value chain development of pearl millet (mahangu) in Namibia”, è sostenuta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura nell’ambito del programma One Country One Priority Product. Il progetto dispone di finanziamenti pari a 250.000 dollari attraverso il Programma di cooperazione tecnica dell’agenzia delle Nazioni Unite e resterà operativo fino ad agosto 2027.
Durante la cerimonia di lancio a Oshakati, nella regione di Oshana, il vice direttore esecutivo del ministero dell’Agricoltura, della Pesca, delle Risorse idriche e della Riforma fondiaria, Kachana Kamwi, intervenuto a nome della ministra Inge Zaamwani, ha spiegato che l’obiettivo è rafforzare la sicurezza alimentare, migliorare i mezzi di sussistenza delle comunità rurali e accrescere la resilienza climatica.
Il mahangu rappresenta uno degli alimenti di base per oltre metà della popolazione namibiana ed è coltivato soprattutto nelle regioni settentrionali del Paese, aree frequentemente colpite da precipitazioni scarse e periodi di siccità ricorrenti. Secondo Kamwi, proprio la capacità della coltura di adattarsi a condizioni climatiche difficili la rende strategica per la sicurezza alimentare nazionale.
Il progetto punta inoltre a trasformare il miglio perlato da coltura prevalentemente destinata all’autoconsumo a prodotto con maggiori prospettive commerciali. Tra le attività previste figurano il sostegno alla produzione di sementi certificate, la formazione di oltre 800 produttori di sementi, la diffusione di pratiche agricole climaticamente sostenibili e il rafforzamento della cooperazione tra agricoltori, trasformatori, cooperative e istituti di ricerca.
Il rappresentante della Fao in Namibia, Patrice Talla, ha sottolineato che l’iniziativa riflette la collaborazione tra l’organizzazione e il governo namibiano per rafforzare i sistemi alimentari tradizionali e migliorare la capacità di risposta agli shock climatici. Secondo Talla, il mahangu ha garantito per decenni il sostentamento delle comunità rurali durante i periodi di siccità e il progetto mira a integrare le conoscenze tradizionali con tecnologie e investimenti in grado di incrementarne la produttività.
La Namibia produce attualmente circa la metà del fabbisogno nazionale di miglio, mentre le rese agricole restano contenute nonostante l’importanza della coltura per l’alimentazione e la nutrizione della popolazione, ha evidenziato la Fao.
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