di: Michele Vollaro | 17 Luglio 2026
Il Parlamento egiziano ha approvato definitivamente un disegno di legge volto a riorganizzare l’autorità “Future of Egypt” per lo sviluppo sostenibile (FoE), disponendone il passaggio sotto la diretta supervisione della Presidenza della Repubblica. Il provvedimento sancisce l’indipendenza amministrativa, finanziaria e tecnica dell’ente, trasferendone l’affiliazione dal ministero della Difesa alla diretta autorità del capo dello Stato, Abdel Fattah al-Sisi, fino a consacrarla – secondo una valutazione espressa dall’agenzia di stampa internazionale Reuters – come l’organismo economico più potente del Paese.
L’autorità, nata nel 2017 come progetto legato alle forze armate per la bonifica e la coltivazione di terreni nel Nuovo Delta, si è rapidamente trasformata in un colosso statale con competenze che spaziano dall’importazione di materie prime strategiche alla vendita al dettaglio. Oggi le sue macro-attività includono l’estrazione mineraria, la logistica, l’energia rinnovabile con progetti da 2.320 megawatt e il controllo della rete di distribuzione alimentare “Carry On”, che unifica circa 50.000 punti vendita statali per servire oltre 60 milioni di cittadini.
Con la nuova legge, l’ente accentra i poteri di pianificazione, licenze, allocazione di terreni demaniali e gestione degli asset all’interno di speciali “zone di sviluppo sostenibile”, venendo esentata dalle normative ordinarie sul servizio civile, sugli appalti pubblici e sui tetti massimi salariali.
La legge definisce inoltre la struttura finanziaria dell’autorità, il cui capitale includerà beni mobili e immobili allocati dallo Stato valutati al valore di mercato da periti indipendenti. Viene istituito il fondo sovrano “Piramidi del Nilo”, che gestirà gli investimenti e potrà stipulare contratti diretti con entità locali e straniere, affiancato da un fondo per i servizi sociali denominato “Daem”. I surplus finanziari accumulati dall’ente e dai suoi fondi non confluiranno automaticamente nel bilancio dello Stato, ma rimarranno gestiti internamente, escludendo l’applicazione delle leggi ordinarie sulle eccedenze monetarie destinate al Tesoro.
Il voto della Camera dei rappresentanti è giunto dopo due giorni di deliberazioni in cui una commissione parlamentare congiunta ha emendato l’80% degli articoli per rafforzare la trasparenza, introducendo l’obbligo di approvazione parlamentare per le nuove zone di sviluppo, la vigilanza della Corte dei conti egiziana e un tetto all’aumento delle tariffe interne. Nonostante le modifiche, l’opposizione ha contestato i tempi d’esame e le troppe deroghe burocratiche, mentre forti critiche sono giunte anche dalla società civile, come l’organizzazione indipendente Iniziativa egiziana per i diritti personali (Eipr) che criticato le restrizioni legali ai ricorsi giudiziari da parte di soggetti terzi sui contratti dell’ente.
Questa forte espansione statale si scontra infine con le raccomandazioni del Fondo monetario internazionale (Fmi), che nel quadro del suo piano di assistenza chiede all’Egitto di ridurre il peso delle aziende d’area militare per favorire il settore privato. Il testo attende ora la ratifica presidenziale.
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