di: Andrea Spinelli Barrile | 18 Settembre 2026
Egitto, Nigeria e Marocco, con 77,94 miliardi di dollari su un totale di 124,2 miliardi sono sul podio dei Paesi africani con maggiori rimesse. Lo rivela un report del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad), l’agenzia delle Nazioni Unite impegnata nella lotta alla povertà e alla fame nelle zone rurali dei Paesi in via di sviluppo. Il rapporto mostra che l’Egitto ha ricevuto il maggior numero di rimesse in Africa, 41,51 miliardi di dollari nel 2025 (quarto al mondo) mentre la Nigeria si è classificata seconda con 22,78 miliardi di dollari di rimesse, seguita dal Marocco con 13,65 miliardi.
Fuori dal podio africano ci sono l’Etiopia con 7,13 miliardi, il Kenya con cinque miliardi, lo Zimbabwe con 3,51 miliardi, la Repubblica democratica del Congo con 3,31 miliardi, il Senegal con 3,26 miliardi e la Tunisia con 3,25 miliardi. Il Ghana completa la top 10 africana con 2,42 miliardi. Insieme, Egitto, Nigeria, Marocco, Etiopia e Kenya rappresentano quasi i tre quarti degli afflussi di rimesse in Africa.
Tuttavia, i rapporti più elevati tra rimesse e Pil sono stati registrati in Gambia (22%), Liberia (21%), Comore (21%), Lesotho (21%) e Capo Verde (12%): significa che il valore relativo delle rimesse, in questi Paesi che non fanno registrare incassi particolarmente alti, è ben più alto rispetto che altrove.
Secondo l’Ifad, nel 2025 l’Africa ha ricevuto 124,2 miliardi di dollari in rimesse, per un aumento dell’86% rispetto al 2016: tale importo è stato più del doppio dei flussi globali di investimenti diretti esteri (Ide) ed equivalente al 18% delle esportazioni totali del continente nello stesso anno. Il Nordafrica ha guidato la ripartizione subregionale con 60,2 miliardi di dollari, seguito dall’Africa occidentale con 36,1 miliardi, dall’Africa orientale con 22 miliardi, dall’Africa centrale con 4,1 miliardi e dall’Africa meridionale con 1,8 miliardi.
Fino a qualche anno fa, il vero problema delle rimesse era rappresentato dai costi. Il costo medio per inviare 200 dollari in Africa tramite fornitori non bancari è sceso dal 9% del terzo trimestre del 2016 al 7,2% nel terzo trimestre del 2025, una diminuzione di appena il 20% in un decennio. Questi progressi troppo lenti in materia di tariffe mantengono l’Africa molto al di sopra della media globale, con costi medi di trasferimento più che doppi rispetto alla soglia del 3% stabilita dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Oss).
Eppure, oggi più della metà dei trasferimenti di denaro inizia in digitale, anche se solo il 35% dei servizi valutati nel 2025 era completamente digitale sia per il mittente che per il destinatario. Questo cambiamento è stato in parte determinato dal ruolo crescente delle società fintech (anche africane), delle neobanche, degli operatori di trasferimento di denaro e degli operatori di rete mobile.
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