di: Andrea Spinelli Barrile | 21 Settembre 2026
Il governo ruandese sta valutando l’integrazione delle tecnologie nucleari nel proprio settore agricolo. È quanto emerge dalla 70esima Conferenza generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), svoltasi a Vienna in questi giorni. Secondo il quotidiano ruandese The New Times, Armand Zingiro, ministro delle Infrastrutture del Ruanda, ha annunciato l’intenzione di Kigali di aderire ad Atoms4Food, un’iniziativa congiunta Aiea-Fao che mira ad aiutare i Paesi a utilizzare le tecniche nucleari e isotopiche per migliorare i propri sistemi agroalimentari.
L’obiettivo dichiarato del governo con questo approccio è quello di rafforzare la capacità del Paese di migliorare la produttività agricola, la sicurezza alimentare e la resilienza ai cambiamenti climatici nel settore agricolo. L’iniziativa Atoms4Food mira a sfruttare le tecniche nucleari e isotopiche a beneficio dei sistemi agroalimentari: tra le tecnologie nucleari utilizzate in agricoltura, le tecniche isotopiche possono servire come marcatori per monitorare l’assorbimento di acqua e nutrienti da parte delle colture, contribuendo a ottimizzare queste risorse. L’irradiazione degli alimenti, d’altro canto, protegge i prodotti da determinati agenti patogeni e ne prolunga la conservabilità. Le radiazioni vengono utilizzate anche nella tecnica degli insetti sterili, che mira a ridurre le popolazioni di alcuni parassiti.
L’interesse di Kigali, pertanto, non risiedenell’utilizzo dell’energia nucleare nelle aziende agricole, quanto piuttosto nelle applicazioni della scienza nucleare ai diversi anelli della filiera agroalimentare: questo interesse si inserisce in un contesto in cui il governo mira ad accelerare la modernizzazione del proprio settore agricolo e a migliorarne la resilienza ai cambiamenti climatici. Nell’ambito del suo “Quinto piano strategico per la trasformazione agricola” (Psta 5), Kigali si propone, ad esempio, di aumentare la superficie agricola irrigua a 132.171 ettari entro il 2029, rispetto ai 71.549 ettari del 2024. Quest’ambizione conferisce particolare rilevanza alle tecniche isotopiche, che possono contribuire a una migliore comprensione e gestione dell’uso dell’acqua in agricoltura.
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