di: Gianfranco Belgrano | 18 Settembre 2026
Crisi climatica e crisi geopolitica da un lato. Esigenza di un’agricoltura che produca di più e meglio da un altro lato. È al centro di questo stretto corridoio di manovra che bisogna leggere i dati forniti ieri da Federunacoma, che a Roma ha presentato la 47ma edizione di Eima International, la rassegna mondiale della meccanica agricola in programma a Bologna dal 10 al 14 novembre.
Il primo semestre dell’anno ha fatto registrare un calo delle vendite in molti Paesi. La capacità di investimento in tecnologie per le coltivazioni è penalizzata dalla contrazione dei redditi agricoli, anche se la domanda potenziale resta elevata. I fenomeni meteoclimatici colpiscono l’agricoltura non soltanto in termini di produttività – ha ricordato Mariateresa Maschio, presidente di FederUnacoma, la Federazione dei costruttori di macchine agricole – ma anche in termini di impatto sui territori agricoli e questo indebolisce le imprese primarie.

Il settore della meccanica agricola si trova a fronteggiare uno scenario complesso. Mentre a livello globale la domanda potenziale di tecnologie per l’agricoltura resta elevata, sostenuta dall’esigenza di produrre di più e meglio, le dinamiche del mercato sono invece frenate da una congiuntura sfavorevole. L’incremento dei costi di materie prime e fertilizzanti – conseguenza diretta del perdurare dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente – e il calo delle rese agricole, causato in molte aree del pianeta dagli effetti del cambiamento climatico, impattano sul reddito agricolo e quindi sulla capacità di investimento in tecnologie.
La variabile climatica
All’interno di questo scenario complesso, Mariateresa Maschio si è soffermata in particolare sul peso della variabile climatica: “Il 2025 – ha detto – è stato il terzo anno più caldo di sempre e conferma una tendenza in atto da decenni, che è alla base dei fenomeni meteo-climatici estremi sempre più frequenti. Questi eventi colpiscono l’agricoltura, non soltanto in termini di produttività e salute delle coltivazioni ma anche in termini di impatto territoriale, con situazioni di dissesto, di erosione dei terreni, di deterioramento delle infrastrutture idriche nei fondi”.
Un’ulteriore minaccia per l’agricoltura globale è rappresentata quest’anno da El Niño, che è previsto raggiungere un’intensità mai toccata prima, con un incremento della temperatura sino a 3,6°. Le proiezioni della Fao per la stagione 2025-2026 indicano un calo del 2% nella produzione globale di cereali. Flessioni significative sono attese negli Stati Uniti (-8% complessivamente per i cereali), in Canada (-8% per il frumento) e in Europa dove la soia dovrebbe perdere il 14% rispetto alla media degli ultimi cinque anni, il mais da granella il 7%, le patate il 6%.
L’andamento della produzione agricola si riflette sull’andamento del mercato agromeccanico che – è stato sottolineato dalla presidente di FederUnacoma – rallenta soprattutto nei Paesi dove prevalgono gli acquisti di mezzi innovativi.
Così il primo semestre del 2026 registra cali negli Stati Uniti (-14% in ragione di 89 mila mezzi venduti), in Canada (-10%, con 10 mila unità immatricolate) e in Brasile (-16%, per 20 mila macchine). In leggero recupero risulta l’Europa (+1,5%) dove le immatricolazioni salgono a 70 mila mezzi, ma con significative differenze a livello nazionale. Crescono l’area balcanica, l’Europa centro-orientale, la Spagna e il Regno Unito; arretrano Germania, Francia e Italia, vale a dire i Paesi che assorbono la quota più consistente delle vendite europee. I sei mesi evidenziano altresì una forte frenata della Turchia (-55% con 10.700 mezzi) e la crescita imponente dell’India (+41% e 685 mila unità) che rappresenta per vari aspetti un mercato a sé stante.
A fronte di questo quadro, il presidente di Ice, Matteo Zoppas, ha sottolineato però la forza del made in Italy e di un approccio da squadra che sta consentendo alle imprese italiane di aprire nuove strade verso mercati finora poco battuti. Proprio per garantire la riuscita di Eima, Ice ha raddoppiato gli sforzi portando da 450 a 830 i buyer che saranno presenti a bologna: “Quando parliamo di buyer parliamo di motori dello sviluppo” ha detto Zoppas, sottolineando come a Bologna sono già in programma 14.000 incontri B2B.
Al centro di questo impegno, ha detto a sua volta Mauro Battocchi, al ministero degli Esteri direttore generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni, ci deve essere per l’Italia un lavoro per presentarsi insieme, perché proprio il fare squadra può consentire di andare a toccare mercati lontani. E farlo, ha detto in un video mandato in onda il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, significa confermare che l’agricoltura italiana è tornata protagonista.

Di numeri ha parlato infine Simona Rapastella, direttore generale di FederUnacoma: “Per favorire il matching fra domanda e offerta di tecnologie, la rassegna aumenta la sua dimensione internazionale e mette in campo iniziative specifiche per gli operatori economici esteri potenziando il sistema di servizi orientati al business”.
Le industrie espositrici estere a Eima 2026 saranno 650, su un totale di 1800 già confermate, in rappresentanza di 45 Paesi.
Nel programma dei convegni ce ne sarà uno sul tema “Siccità nell’agricoltura africana, costi economici e sociali”, promosso da FederUnacoma e Internationalia, e finalizzato a descrivere le emergenze anche climatiche e ambientali presenti oggi nel continente africano, e ad analizzare le ricadute che queste possono avere sulle economie e sui sistemi sociali di molti Paesi. Altri eventi in programma saranno dedicatio all’India, all’accordo Mercosur-Europa. Di respiro internazionale anche il 35mo Meeting del Club of Bologna dal titolo “Agricultural Technologies for emerging Countries” che sarà dedicato nella sua prima sessione alla meccanizzazione in Africa.
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