Un progetto lattiero nel Sahara algerino insieme al Qatar

di: Enrico Casale | 18 Settembre 2026

L’Algeria punta sul Sahara per ridurre la dipendenza dalle importazioni di latte in polvere. Il progetto, definito dalle autorità una “rivoluzione bianca”, prevede un sistema integrato di allevamento bovino, produzione di foraggi e trasformazione industriale del latte, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza alimentare nazionale. L’iniziativa si basa su grandi allevamenti intensivi, colture irrigue e unità per la produzione di latte in polvere, in un’area dove le condizioni climatiche rendono particolarmente complessa l’attività agricola.

Il programma si inserisce nel più ampio piano di sviluppo agricolo del Sud algerino e punta a sfruttare le vaste superfici disponibili e le risorse della falda acquifera albiana. Il progetto Baladna, realizzato in partnership con il Qatar, prevede investimenti complessivi per circa 3,5 miliardi di dollari e un’area di 117.000 ettari. Secondo i piani illustrati negli anni scorsi, il complesso dovrebbe arrivare a ospitare fino a 270.000 vacche da latte e contribuire a coprire circa il 50% del fabbisogno nazionale di latte in polvere.

Il progetto presenta tuttavia rilevanti sfide ambientali e logistiche. L’allevamento intensivo nel Sahara richiede grandi quantità di acqua ed energia per l’irrigazione dei foraggi e il raffreddamento degli animali. La falda albiana è una risorsa fossile condivisa da Algeria, Libia e Tunisia e considerata scarsamente rinnovabile, rendendo la gestione dell’acqua uno degli aspetti più delicati dell’iniziativa. Il progetto punta inoltre a integrare maggiormente la filiera, dalla produzione dei mangimi alla trasformazione, per limitare l’esposizione dell’Algeria alle oscillazioni dei prezzi internazionali del latte in polvere.

Una nuova fase del programma è stata avviata ad aprile con la firma di contratti per oltre 635 milioni di dollari relativi a infrastrutture di allevamento, ingegneria civile, servizi e costituzione del patrimonio zootecnico. Il piano prevede inoltre l’importazione di 30.000 vacche da latte dagli Stati Uniti a partire da novembre.

© Riproduzione riservata

Articoli correlati

spot_img
spot_img

Newsletter gratuita

spot_img

I corsi di Internationalia

spot_img

Rubriche