Ruanda: pannelli solari, il governo vuole collegarli alla rete

di: Andrea Spinelli Barrile | 6 Agosto 2026

Il Ruanda sta valutando di realizzare un sistema che consentirebbe a famiglie, imprese e istituzioni dotate di pannelli solari di rivendere l’energia elettrica in eccesso alla rete nazionale. Lo ha detto il primo ministro ruandese Justin Nsengiyumva, che ha annunciato questa iniziativa in risposta alle preoccupazioni del Parlamento riguardo alle 11 unità amministrative del Paese che sono ancora prive di energia elettrica.

Secondo quanto riportato dal quotidiano ruandese The new times, il progetto ha come obiettivo il consentire a ciascun produttore di installare un contatore intelligente collegato alla rete nazionale: l’elettricità generata verrà inizialmente utilizzata per alimentare il fabbisogno energetico della casa o dell’azienda mentre l’eventuale surplus verrà automaticamente immesso nella rete del Rwanda energy group (Reg). “Il cliente potrebbe quindi ricevere un credito sulla bolletta elettrica, oppure pagare di meno a seconda di quanta energia ha immesso nella rete” ha spiegato al quotidiano ruandese Francine Munyaneza, fondatrice di Munyax Eco, un’azienda locale specializzata in soluzioni di energia solare.

Il quadro normativo è ancora in fase di sviluppo: l’Autorità di regolamentazione dei servizi pubblici del Ruanda (Rura), incaricata di supervisionare l’iniziativa, non ha finora fornito dettagli sulle modalità di funzionamento del sistema. Inoltre al momento non esiste alcuna legge che consenta ai privati di rivendere energia elettrica alla rete nazionale ruandese. Il primo ministro ha inoltre citato diversi importanti progetti in corso per rafforzare l’offerta, in particolare una centrale idroelettrica da 43,5 Mw a Nyabarongo II, un progetto solare galleggiante da 200 Mw e lo sviluppo del metano estratto dal lago Kivu. La mobilitazione della produzione dei consumatori rientra nella stessa strategia volta ad ampliare le fonti di approvvigionamento.

Secondo Reg, alla fine di luglio 2025, l’84,6% delle famiglie ruandesi aveva accesso all’elettricità, di cui il 59,6% collegato alla rete nazionale e il 25% a sistemi off-grid, principalmente solari: questo quarto della popolazione, già dotato di pannelli solari, rappresenta un bacino di potenziali produttori immediatamente disponibile. Sebbene il Ruanda sia considerato dall’autorità di regolamentazione uno dei Paesi con la crescita più rapida in termini di elettrificazione nell’Africa subsahariana, la domanda di elettricità sta comunque aumentando più velocemente dell’offerta. La domanda interna di elettricità cresce di circa il 10% all’anno e, secondo le proiezioni governative, la domanda potrebbe raggiungere tra i 2,5 e i 4,5 gigawatt (Gw) entro il 2050, rispetto agli attuali circa 1.000 Mw di capacità installata. Il governo punta a garantire l’accesso universale all’elettricità entro il 2030, un obiettivo che intende raggiungere diversificando le fonti energetiche, anche sfruttando la generazione decentralizzata a livello domestico.

Questo modello è noto come “net metering” ed è già in uso in Sudafrica, Kenya e Marocco.

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