Rep. Congo: Piano Mattei, BF fa il punto sull’avanzamento lavori

di: Ernesto Sii | 20 Luglio 2026

La prima BFuture Farm di Bf International, avviata un anno fa nel villaggio di Malolo, nella regione di Niari (Repubblica del Congo), ha recuperato 6.000 ettari di terreno, oltre mille dei quali già messi a coltura. I risultati sono stati presentati il 16 luglio a Jolanda di Savoia (Ferrara), sede del gruppo Bf, nel corso dell’evento “Bienvenue à la BFuture Farm en République du Congo”. Il progetto rientra nel programma Area (Azione per il Rafforzamento degli Ecosistemi Agro-alimentari in Africa) all’interno del Piano Mattei.

Sul terreno recuperato, secondo quanto illustrato dal gruppo in una nota, oltre mille ettari sono stati coltivati a soia, con la trebbiatura del primo raccolto conclusa nelle settimane precedenti l’evento. Nelle attività agricole sono impegnati 100 addetti, con 50 macchine operative, mentre la gestione agronomica si appoggia a una piattaforma digitale che combina monitoraggio satellitare, stazioni meteorologiche e sensori. Le colture previste sono mais, soia, riso e arachidi, con una componente zootecnica in fase di avvio.

Sul fronte infrastrutturale, la farm ha realizzato quattro punti d’acqua destinati alle comunità locali, 20 chilometri di strade e una linea elettrica di circa 30 chilometri, la prima nell’area. È in costruzione  anche un polo industriale che ospiterà dodici silos per mais e grano, un impianto di essiccazione, un mangimificio, un sementificio, un impianto per la produzione di latte in polvere e un’area dedicata alle filiere zootecniche. Sono inoltre in fase avanzata la ristrutturazione della scuola, la realizzazione del primo Centro per la salute della zona e di una Casa parto, oltre a 60 posti letto per il personale, una mensa da oltre 100 pasti giornalieri e un centro sportivo.

Complessivamente il progetto impiega 450 persone, di cui 350 nei cantieri, e, secondo il gruppo Bf, genera attualmente un impatto socioeconomico su circa 3.000 persone.

Governance e modello di intervento

Il progetto è cofinanziato dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci) e dal gruppo Bf. Ciheam Bari è knowledge partner ed ente esecutore della componente pubblica, mentre Bf International è il soggetto privato; Sace e Simest forniscono il supporto finanziario e assicurativo. L’iniziativa è sviluppata in raccordo con il governo della Repubblica del Congo.

L’elemento che le parti indicano come distintivo riguarda il regime fondiario: i 10.000 ettari della concessione restano di proprietà dello Stato congolese e sono assegnati in uso pluriennale. Secondo il gruppo Bf, questo assetto mantiene nel Paese sia la titolarità della terra sia la destinazione della produzione agricola. Il presidente esecutivo di Bf Spa e amministratore delegato di Bf International, Federico Vecchioni, ha descritto la farm come un’infrastruttura agroindustriale orientata alla sicurezza alimentare dei Paesi partner e al trasferimento di competenze.

Per il sistema delle imprese italiane, il dato più immediato è arrivato da Simest. L’amministratore delegato Regina Corradini D’Arienzo ha infatti riferito che, attraverso la collaborazione con Bf International, sono state coinvolte oltre 1.500 piccole e medie imprese della filiera e che la società è già partner di iniziative avviate in Algeria, Ghana e Senegal, oltre che in Congo. Corradini D’Arienzo ha aggiunto che la joint venture congolese è la prima realizzata con la formula del socio diretto, basata sulla condivisione di investimento e rischio.

Le conclusioni dell’incontro sono state affidate al vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, secondo cui il programma Area rappresenta un esempio di coinvolgimento del settore privato nella cooperazione allo sviluppo.

Il progetto nel quadro di Area e del Piano Mattei

La farm di Malolo è la prima model farm del programma Area che, secondo la documentazione del gruppo Bf, ha un perimetro più ampio: oltre al Congo, l’iniziativa riguarda Algeria, Ghana, Costa d’Avorio e Senegal, con percorsi di formazione e sviluppo di filiere agroindustriali. Il Congo rappresenta quindi il primo terreno operativo di un progetto concepito su scala continentale.

Area si colloca a sua volta all’interno del Piano Mattei, avviato nel gennaio 2024 con una dotazione pubblica iniziale indicata in circa 5,5 miliardi di euro e una durata quadriennale.

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