di: Valentina Milani | 5 Giugno 2026
Si complica il percorso dell’Etiopia verso la ristrutturazione del proprio debito estero. I detentori dell’Eurobond sovrano da un miliardo di dollari hanno respinto la nuova proposta avanzata dal governo, determinando l’interruzione dei negoziati formali e aprendo la strada a possibili azioni legali davanti ai tribunali britannici.
Come ricorda il portale di notizie The East African, la proposta respinta era stata rielaborata da Addis Abeba per soddisfare le richieste dei creditori ufficiali riuniti nell’Official Creditor Committee (Occ), co-presieduto da Francia e Cina. A gennaio il governo aveva infatti raggiunto un accordo preliminare con un gruppo di investitori che controlla oltre il 45% del titolo, ma l’intesa era stata successivamente bocciata dai creditori bilaterali perché ritenuta incompatibile con il principio della “Comparability of Treatment”, che impone condizioni comparabili tra creditori pubblici e privati nell’ambito del Common Framework del G20.
L’accordo originario prevedeva una riduzione del 15% del valore nominale del bond, sostituito da un nuovo titolo da 850 milioni di dollari con scadenza nel 2029, oltre a un meccanismo di remunerazione aggiuntiva legato all’andamento delle esportazioni etiopi. Proprio quest’ultimo strumento, noto come Value Recovery Instrument (Vri), è stato considerato dai creditori ufficiali eccessivamente favorevole agli investitori privati, soprattutto alla luce del miglioramento delle prospettive economiche del Paese trainato dall’aumento delle esportazioni di oro e caffè.
Per superare le obiezioni dell’Occ, Addis Abeba ha quindi presentato una nuova proposta, eliminando il Vri e adeguando i termini dell’operazione. Tuttavia, questa volta sono stati gli stessi bondholder a respingere il piano, giudicandolo non sufficientemente vantaggioso e non idoneo a costituire una base sostenibile per un accordo consensuale.
Alcuni investitori hanno già annunciato l’intenzione di procedere per vie legali per ottenere il rimborso del capitale e degli interessi dovuti. Il contenzioso rischia di trasformarsi in uno dei casi più rilevanti per il Common Framework del G20, mettendo alla prova il meccanismo internazionale creato per facilitare la ristrutturazione del debito dei Paesi in difficoltà.
L’Etiopia aveva chiesto la ristrutturazione del debito nel 2021 e nel dicembre 2023 era entrata in default sul proprio unico Eurobond internazionale. Nel luglio 2025 aveva formalizzato un accordo con i creditori bilaterali che garantisce un alleggerimento del servizio del debito per oltre 3,5 miliardi di dollari, mentre prosegue il programma di riforme economiche sostenuto dal Fondo monetario internazionale attraverso un finanziamento da 3,4 miliardi di dollari.
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