La crescita economica dell’Egitto è confermata, ma pesa l’inflazione

di: Celine Camoin | 23 Luglio 2026

Le prospettive di crescita dell’economia egiziana restano sostanzialmente stabili, mentre aumentano le attese sull’inflazione. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Reuters tra 15 economisti, secondo cui l’impatto del conflitto in Medio Oriente sull’economia del Paese è stato più contenuto del previsto.

Secondo il sondaggio, il prodotto interno lordo dell’Egitto è cresciuto del 4,8% nell’anno fiscale conclusosi a giugno, rispetto al 4,6%  previsto ad aprile. Per il 2026-2027 gli economisti stimano una crescita del 4,5%, seguita da un’accelerazione al 5,3% nel 2027-2028 e al 5,5% l’anno successivo.

A sostenere l’economia hanno contribuito l’aumento delle rimesse degli egiziani all’estero, salite del 31,2% a 43,1 miliardi di dollari, il recupero degli introiti del turismo e del Canale di Suez e riserve valutarie cresciute a 55 miliardi di dollari. A giugno il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha inoltre raggiunto un accordo tecnico con il governo egiziano che potrebbe sbloccare 1,6 miliardi di dollari, definendo gli effetti della guerra tra Israele e Iran «relativamente contenuti».

Le previsioni sull’inflazione sono invece state riviste al rialzo: il tasso medio è atteso al 13,5% nel 2026-2027, rispetto al 12% stimato tre mesi fa. Gli analisti prevedono inoltre un calo del tasso sui prestiti overnight della banca centrale al 16% entro la fine del 2026-2027, dal 20% attuale, mentre la sterlina egiziana dovrebbe attestarsi intorno a 49 per dollaro.

Secondo Dominik Bartos, economista di Moody’s Analytics citato da Reuters, l’economia egiziana rimane in una fase espansiva, anche se l’incertezza continuerà a pesare su esportazioni e investimenti.

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