Africa: rapporto Onu, ritardi sugli obiettivi al 2030

di: Ernesto Sii | 13 Agosto 2026

L’Africa registra progressi disomogenei e inferiori al ritmo necessario per raggiungere entro il 2030 gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e l’Agenda 2063 dell’Unione africana. Lo rileva il Rapporto sullo sviluppo sostenibile in Africa 2026 (Asdr), presentato il 15 luglio a New York a margine del Forum politico di alto livello dell’Onu e redatto congiuntamente da Commissione dell’Unione africana, Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Africa (Eca), Banca africana di sviluppo (Afdb) e Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp).

L’edizione 2026 si concentra su cinque obiettivi prioritari, relativi ad acqua, energia, infrastrutture e industrializzazione, città sostenibili e partenariati globali, indicandone il ruolo centrale per la trasformazione strutturale del continente, la resilienza climatica e la crescita inclusiva. Secondo il rapporto, vincoli di finanziamento, shock climatici, crescente vulnerabilità del debito e carenze di capacità istituzionale continuano a rallentare l’attuazione delle politiche, rendendo necessari investimenti su scala maggiore e una più forte cooperazione regionale.

La vicesegretaria generale dell’Onu, Amina Mohammed, ha dichiarato che a separare i piani dai risultati concreti sono la frammentazione nell’attuazione, i finanziamenti limitati e la capacità istituzionale insufficiente, sottolineando il ruolo della cooperazione regionale come acceleratore del progresso africano. Il segretario esecutivo dell’Eca, Claver Gatete, ha osservato che, a meno di cinque anni dalla scadenza degli obiettivi, l’Africa si trova in un momento decisivo, in cui il progresso resta possibile solo attraverso un’azione coordinata e trasformativa.

Il rapporto, secondo l’Afdb, sta già orientando il dibattito politico emerso dal dodicesimo Forum regionale africano sullo sviluppo sostenibile, con priorità su accesso alle energie pulite, rafforzamento delle infrastrutture, integrazione regionale e capacità di raccolta e utilizzo dei dati.

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