di: Michele Vollaro | 4 Agosto 2026
L’Africa orientale si conferma la regione a più rapida crescita del continente per il secondo anno consecutivo, con un aumento del prodotto interno lordo stimato al 6,6% nel 2025, rispetto al 4,3% del 2024. Lo rende noto la Banca africana di sviluppo (AfDB) nel report “East Africa Economic Outlook 2026”, presentato nei giorni scorsi a Nairobi.
Secondo quanto riporta il documento dell’istituto finanziario, la spinta è stata sostenuta dai consumi privati, dagli investimenti pubblici e privati, dalla ripresa agricola e dal settore dei servizi. Tuttavia, per il 2026 l’espansione dovrebbe moderarsi al 5,9% a causa dei costi elevati dell’energia, delle tensioni geopolitiche e delle restrittive condizioni finanziarie globali.
Il rapporto sottolinea che la regione deve cambiare il proprio modello di finanziamento dello sviluppo, affrontando un deficit annuo stimato in circa 110 miliardi di euro. Durante la presentazione, Eva Ruganzu, responsabile dell’AfDB per l’Africa orientale, ha affermato che “la resilienza non si ottiene con l’isolamento”, invitando a rafforzare le capacità interne e la cooperazione regionale.
Nel panorama regionale emergono le solide prestazioni di Ruanda, Etiopia, Tanzania, Uganda e Kenya. Per sostenere la trasformazione economica, l’AfDB raccomanda riforme a tappe: nel breve periodo il rafforzamento dell’amministrazione fiscale e il contrasto ai flussi finanziari illeciti; nel medio termine l’espansione dei partenariati pubblico-privati e la mobilitazione dei capitali della diaspora e dei fondi pensione; nel lungo periodo l’approfondimento dell’integrazione finanziaria e dei mercati dei capitali in valuta locale.
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