Africa: gasdotto Africa-Atlantico, firma entro l’anno

di: Andrea Spinelli Barrile | 16 Aprile 2026

Il progetto del gasdotto Africa-Atlantico, promosso congiuntamente da Marocco e Nigeria, ha raggiunto un nuovo traguardo dopo quasi un decennio di preparazione. Il direttore generale dell’Ufficio nazionale per gli idrocarburi e le miniere del Marocco (Onhym), Amina Benkhadra, ha dichiarato all’agenzia Reuters che la firma di un accordo intergovernativo è prevista per quest’anno.

L’infrastruttura, il cui costo è stimato intorno ai 25 miliardi di dollari ha lo scopo di collegare la Nigeria al Marocco attraverso diversi paesi dell’Africa occidentale, combinando tratti sottomarini e terrestri. A seguito del completamento degli studi tecnici, la funzionaria marocchina ha spiegato che il progetto si basa su un’attuazione a fasi: “Il progetto non si fonda su un’unica decisione di investimento definitiva” ha detto all’agenzia stampa, aggiungendo che “ogni segmento è concepito come un sistema autonomo che consente la creazione di valore anticipata”. Questo approccio mira ad accelerare lo sviluppo delle sezioni iniziali, mitigando al contempo i rischi finanziari associati a un progetto di grandi dimensioni.

L’accordo attualmente in fase di elaborazione prevede la creazione di un’alta autorità per il gasdotto, con sede in Nigeria, che riunirà i rappresentanti ministeriali dei tredici paesi coinvolti: parallelamente, in Marocco verrà costituita una società di progetto, frutto di una joint venture tra Onhym e la Nigerian national petroleum company (NNpc), responsabile della gestione dell’esecuzione, del finanziamento e della costruzione del progetto. In termini energetici, il gasdotto avrà una capacità massima di 30 miliardi di metri cubi all’anno, di cui circa 15 miliardi saranno destinati al Marocco e all’esportazione verso l’Europa: il tracciato prevede un graduale aumento della capacità, collegando diversi hub regionali, in particolare tra Marocco, Mauritania e Senegal, nonché un asse Ghana-Costa d’Avorio, prima del collegamento finale con i giacimenti di gas nigeriani. Le prime consegne sono previste intorno al 2031.

Questa iniziativa si inserisce in una strategia continentale di integrazione energetica, con benefici attesi per la produzione di energia elettrica, l’industrializzazione e lo sviluppo minerario nell’Africa occidentale. Grazie alla sua posizione geografica e alle sue infrastrutture, il Marocco si sta posizionando come corridoio energetico che collega le risorse africane ai mercati europei.

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