Tanzania: obbligazioni infrastrutturali pagano lavori pubblici

di: Andrea Spinelli Barrile | 1 Giugno 2026

Il governo tanzaniano prevede di avviare importanti progetti di costruzione stradale durante l’anno fiscale 2026/27, progetti che saranno finanziati principalmente tramite l’emissione di obbligazioni infrastrutturali. Presentata al Parlamento dal ministro dei Lavori Pubblici, Abdallah Ulega, questa iniziativa rientra in una strategia volta a diversificare le fonti di finanziamento per soddisfare la crescente domanda di infrastrutture di trasporto migliorate.

Secondo i media tanzaniani, è stato stanziato un budget di 2.400 miliardi di scellini tanzaniani (circa 918 milioni di dollari) per la spesa per lo sviluppo, una parte significativa dei quali sarà destinata a progetti stradali: il governo intende migliorare la mobilità urbana, facilitare il trasporto dei prodotti agricoli verso i mercati e l’accesso ai servizi sociali, e più in generale sostenere la crescita economica. Secondo i dati ufficiali, la Tanzania possiede una rete stradale di 37.734,41 km, di cui solo circa un terzo, ovvero 12.225,26 km, è asfaltato: i nuovi investimenti mirano ad accelerare la modernizzazione e l’espansione delle infrastrutture per migliorare la connettività tra le diverse regioni del Paese. Questa politica si inserisce in un piano più ampio per ristrutturare il sistema di trasporto nazionale in un modello multimodale.

Si prevede che le infrastrutture stradali andranno a integrare le reti ferroviarie attualmente in fase di sviluppo, creando una rete integrata che collegherà le regioni interne con l’entroterra internazionale del porto di Dar es Salaam, che serve diversi Paesi senza sbocco sul mare nell’Africa orientale e meridionale. Attraverso questa iniziativa, la Tanzania mira a consolidare la sua posizione di hub logistico e portuale leader nella regione, in un contesto di crescente concorrenza tra i corridoi di trasporto dell’Africa orientale.

Rimangono tuttavia diverse sfide: l’utilizzo di obbligazioni infrastrutturali richiede una forte capacità di mobilitazione degli investitori, nonché una rigorosa gestione del debito pubblico. A ciò si aggiungono le sfide legate ai costi di manutenzione stradale, alle tempistiche di costruzione e al coordinamento con i progetti ferroviari per garantire l’efficienza della futura rete multimodale.

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