di: Enrico Casale | 28 Maggio 2026
Saipem torna ufficialmente in Algeria, segnando una svolta storica a sedici anni di distanza dagli scandali di corruzione che avevano interrotto i rapporti tra la multinazionale italiana e le autorità nordafricane. L’azienda leader nell’ingegneria energetica si è aggiudicata il contratto per la gestione tecnica del megaprogetto integrato di fosfati situato a Bled El Hadba, una commessa che sancisce la definitiva riabilitazione del gruppo italiano sul mercato algerino.
La notizia, confermata dal bilancio aziendale pubblicato nell’aprile 2026, attesta la ripresa dei lavori per conto della compagnia petrolifera nazionale Sonatrach. Saipem assume ora un ruolo di primo piano attraverso lo sviluppo della progettazione preliminare, nota come Feed, una fase cruciale per la realizzazione di quello che si prospetta come uno dei più imponenti complessi per la lavorazione dei fosfati dell’intera regione. Il piano industriale, di portata colossale, abbraccia l’intera catena del valore nell’Algeria orientale, partendo dagli impianti minerari di Bled El Hadba per arrivare alle unità di trasformazione dedicate all’industria dei fertilizzanti a Oued Keberit, fino al profondo ammodernamento del porto di Annaba e alla costruzione di nuove arterie ferroviarie necessarie a connettere i siti produttivi alla rete nazionale.
Questo rientro in grande stile chiude definitivamente la complessa vicenda giudiziaria legata al caso Sonatrach 2, esploso nel 2008. La svolta decisiva era arrivata nell’aprile del 2023, quando la Corte d’Appello di Algeri ha pronunciato l’assoluzione completa della multinazionale in merito al progetto del gas di Rhourde Nouss, annullando ogni sanzione e scagionando il gruppo da qualsiasi addebito. Il sistema giudiziario algerino ha confermato di non richiedere ulteriori atti, permettendo così la normalizzazione delle attività.
La ritrovata fiducia trova conferma tangibile nei conti finanziari della società. Saipem ha infatti beneficiato dello sblocco di due conti bancari precedentemente congelati durante le indagini, che custodivano circa 63 milioni di euro, ora integralmente restituiti. A questo si aggiunge la contabilizzazione di crediti commerciali per circa 5,025 milioni di euro in valuta locale, elementi che certificano la solidità del nuovo capitolo di cooperazione industriale tra l’Italia e lo Stato algerino.
© Riproduzione riservata





