di: Celine Camoin | 26 Maggio 2026
L’Algeria mira a consolidare la propria posizione come hub energetico di primo piano attraverso il potenziamento delle esportazioni di energia elettrica verso l’Europa e i mercati regionali, sfruttando la sua vasta capacità produttiva. Questa ambizione è stata riaffermata dalle autorità di Algeri nel corso di una serie di incontri istituzionali volti a definire le strategie per l’integrazione delle reti energetiche del Paese con il bacino del Mediterraneo, trasformando il vantaggio competitivo nazionale in una risorsa economica strutturale.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Aps (Algérie presse service), il governo punta sulla realizzazione di nuove infrastrutture di interconnessione sottomarina che permetteranno di collegare direttamente la rete nazionale al continente europeo. Il ministero dell’Energia e delle Miniere ha sottolineato come il Paese disponga attualmente di una capacità elettrica eccedentaria che supera i 25.000 megawatt, a fronte di una domanda interna media che si attesta su livelli sensibilmente inferiori, lasciando ampi margini per la commercializzazione estera.
Per sostenere questo piano, l’Algeria sta investendo somme considerevoli in progetti di ammodernamento tecnologico del valore di diverse centinaia di miliardi di dinari algerini (pari a svariati miliardi di euro), con l’obiettivo di integrare massicciamente le fonti rinnovabili nel mix energetico entro il 2030. La fonte rileva che la società nazionale Sonelgaz (Società nazionale dell’elettricità e del gas) sta già conducendo studi tecnici avanzati per definire i percorsi dei cavi ad alta tensione che attraverseranno il Mediterraneo.
Il rafforzamento del ruolo dell’Algeria nel mercato elettrico internazionale è previsto per i prossimi anni, con scadenze operative che si concentrano tra il 2025 e il 2026 per l’avvio delle prime fasi di espansione infrastrutturale. Come citato da Aps, questa strategia non riguarda solo la sicurezza energetica ma rappresenta anche un pilastro per la diversificazione delle entrate dello Stato, storicamente legate agli idrocarburi. Grazie alla sua posizione geografica strategica, il Paese intende porsi come il ponte naturale tra le risorse solari del deserto del Sahara e la crescente domanda di energia pulita e a basso costo dei partner europei.
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