di: Andrea Spinelli Barrile | 17 Settembre 2026
In Africa, la propaganda e le operazioni di controllo e disinformazione online messe in campo dai governi locali, dalla Russia e dagli Emirati arabi uniti utilizzano tecnologia statunitense per nascere, crescere e prosperare e in molti casi è già troppo tardi per intervenire.
A rivelarlo è l’ultimo rapporto di Anthropic sull’uso illegale di Claude. L’azienda americana ha fatto sapere di aver analizzato otto mesi di dati e scoperto diverse operazioni in Africa, alcune delle quali collegate ai servizi segreti russi. I casi spaziano da cyber-spionaggio di matrice statale a piattaforme di sorveglianza di massa, fino a campagne di influenza politica (disinformazione e astroturfing) e operazioni mercenarie di disinformazione.
Disinformazione russa in Repubblica Centrafricana
“Con la crescente sofisticazione dei modelli, aumentano anche i rischi che presentano, a meno che gli sviluppatori di Ai (intelligenza artificiale, NdR) e gli addetti alla sicurezza non adottino misure per proteggerli” scrive Anthropic nel suo report. Non si tratta di una novità: da anni, ormai, l’infosfera globale è spesso teatro di attacchi informatici di vasta portata, un luogo “non sicuro” per utenti e aziende, vittime di furti di dati, phishing, truffe e manipolazione. In particolare, è proprio la manipolazione la protagonista della parte africana dell’ultimo report di Anthropic. L’azienda spiega infatti di avere identificato a Bangui, in Repubblica centrafricana (Rca), un utente di lingua russa che costituiva la “colonna portante” di un’operazione russa di manipolazione dell’informazione mirata alla Rca.
L’operazione aveva l’intero output a Radio Lengo Songo, che trasmetteva contenuti coordinati con Russia Today, Sputnik Africa, l’agenzia governativa russa Tass e il centro culturale russo nella capitale centrafricana: l’utente forniva a Claude temi e argomenti di discussione favorevoli alla Russia, al governo centrafricano e al gruppo Wagner o, più spesso, ostili alla Francia e all’opposizione politica centrafricana. Rimuovendo ogni elemento stilistico che potesse rivelare che fossero prodotti da un’intelligenza artificiale, i testi venivano diffusi in radio, sui canali social e sulla stampa locale, tutto nell’ambito della rete Politology, il braccio operativo della comunicazione online di Africa Korps (e, prima, di Wagner).
Non si tratta solo di saper usare Claude per produrre propaganda e diffonderla. In un report diffuso a luglio da All Eyes On Wagner, organizzazione che fa analisi Osint specifica su questa realtà mercenaria russa, era già stato dimostrato come ChatGpt (concorrente di Claude) fosse utilizzata allo stesso scopo.
Come per ogni utente base che si rispetti, anche l’uso professionale dell’Ai richiede una tecnologia specifica a seconda del compito che si vuole assegnare alla macchina: Claude e ChatGpt non venivano utilizzati solo per scrivere articoli, ma anche per redigere contratti, descrizioni di lavoro e griglie di valutazione delle prestazioni per i giornalisti di Radio Lengo Songo, producevano report di analisi delle performance dei canali social. L’utente russo, che secondo Anthropic sarebbe Artur Tevosyan, coordinatore di Politology in Rca, è riuscito a progettare anche un sistema di sorveglianza per monitorare diversi esponenti dell’opposizione e un generatore di documenti falsi della gendarmeria e del ministero della Difesa centrafricano.
In Centrafrica, tuttavia, la tecnologia statunitense è servita soprattutto alla disinformazione russa e anti-europea il cui utilizzo, consentendo la produzione su larghissima scala di contenuti, riduce significativamente i costi necessari a lanciare vaste operazioni online di disinformazione.
Mali: l’Ai al servizio della sorveglianza di Stato
È in Mali che questa tecnologia statunitense è stata adoperata in modo clamoroso. Secondo il report di Anthropic, un consulente esterno dell’Agenzia nazionale per la sicurezza dello Stato (Anse) ha creato con la versione gratuita di Claude un chatbot per sviluppare Lakana 360: si tratta di una piattaforma progettata per monitorare circa 25 milioni di schede Sim dei tre operatori di telefonia mobile operativi in Mali (Paese che ha 26 milioni di abitanti, ciascuno dei quali può essere titolare di massimo tre Sim card).
Lakana registra chiamate e messaggi, comunicazioni vocali e salva contenuti, sa identificare gli utenti dalla voce, rileva chi utilizza strumenti di crittografia, blocca le Vpn, tiene traccia degli incontri clandestini, geolocalizza le Sim e, secondo Anthropic, questi dati vengono confrontati con i file in possesso del governo maliano (che – va ricordato – è una giunta militare). L’azienda americana ha spiegato di avere eliminato l’account usato per lo sviluppo di questo mega sistema di sorveglianza ma di non essere in grado di disattivare il sistema stesso, attualmente in uso al governo maliano.
Cyber-spionaggio e manipolazione tra Nord Africa e Kenya
Diversamente, in Nord Africa, Anthropic evidenzia una massiccia operazione contro un’autorità tecnologica governativa nordafricana: gli hacker (che l’azienda statunitense sostiene essere russi) hanno compromesso le credenziali di accesso a un apparato Vpn perimetrale, utilizzandole per scalare i privilegi e assumere il pieno controllo del server centrale degli account dell’organizzazione. Sono stati esfiltrati i dati di 300.000 registri di identità nazionale dei cittadini e di 500.000 aziende dal registro delle imprese.
In Kenya, è stato messo in piedi uno schema simile a quello centrafricano: in vista delle elezioni del 2027, un utente ha incaricato Claude di produrre una serie di 50 tweet elogianti il lavoro del ministro dell’Energia e progettati per creare l’apparenza di una mobilitazione digitale, con attacchi mirati a esponenti dell’opposizione. Anthropic ha scritto nel suo report di non aver trovato prove di un coinvolgimento diretto del governo e di avere bloccato l’utente incriminato.
Disinformazione “a noleggio” e i dossier degli Emirati Arabi
Il rapporto documenta anche il fenomeno della disinformazione “a noleggio” (Influence-as-a-Service) applicata alle crisi regionali africane, in particolare alle tensioni tra Repubblica democratica del Congo e Ruanda. Anthropic ha individuato le tracce operative di Lkm company, un’agenzia francese di digital marketing a capo di un’infrastruttura composta da circa 70 siti web costruiti per imitare testate giornalistiche locali indipendenti e amplificati da oltre 250 profili social inautentici. Attraverso l’uso di Claude, l’agenzia ha industrializzato la riscrittura di cablogrammi e notizie per orientare la narrazione a favore di Kinshasa: i testi amplificavano le accuse contro Kigali per le violenze nell’est congolese e difendevano la linea del governo congolese sulla gestione e concessione delle risorse minerarie strategiche.
Anthropic ha anche identificato un’operazione mirata contro i Fratelli musulmani, il Sudan e le Nazioni Unite. Un operatore si è avvalso di Claude progettando e mettendo in atto un piano che comprendeva circa 300 account social falsi, una Ong fittizia e testimonianze fabbricate dall’Ai e destinate a essere presentate al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni unite. L’operatore, che operava dagli Emirati arabi uniti, aveva inoltre compilato ampi dossier su europarlamentari, giornalisti e relatori delle Nazioni unite, tutti casualmente con una caratteristica comune: avevano criticato gli Emirati Arabi Uniti in merito alla situazione in Sudan. La stessa Anthropic ha collegato questa operazione con quasi assoluta certezza a funzionari del governo di Abu Dhabi.
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