di: Enrico Casale | 16 Settembre 2026
Il Marocco sta gettando le basi di una infrastruttura nazionale per l’intelligenza artificiale, con la creazione dei primi Istituti Jazari, lo sviluppo di una Data factory e di una piattaforma nazionale per il software, progetti di data center sovrani e nuovi programmi di formazione. È quanto emerge dai progressi della roadmap “Ai Made in Morocco”, presentati dalla ministra delegata per la Transizione digitale e la Riforma amministrativa, Amal El Fallah Seghrouchni.
Il programma punta a fare del Marocco un polo regionale per l’intelligenza artificiale e la scienza dei dati, creando 50.000 posti di lavoro diretti e indiretti e formando 100.000 professionisti entro il 2030. Finora sono stati individuati 47.153 beneficiari di programmi di formazione, pari al 47,9% dell’obiettivo: 22.779 attraverso percorsi tradizionali e accreditati, 9.374 persone certificate e 15.000 coinvolte in programmi di riqualificazione.
Sul fronte delle infrastrutture, il progetto principale è un Green Data Center da 500 MW a Dakhla, alimentato da energie rinnovabili, per il quale è già stato acquisito il terreno, ma devono ancora essere avviati gli studi di fattibilità. A Rabat è inoltre previsto un data center da 50 MW destinato a ospitare un cloud sovrano.
La strategia comprende anche una rete di dodici Istituti Jazari, uno per ciascuna regione del Regno, destinati a favorire formazione, innovazione e sviluppo di startup. Quattro sono stati avviati, mentre altre richieste sono ancora in fase amministrativa. Il governo ha inoltre previsto 1,3 miliardi di dirham, circa 300 milioni di euro, per sostenere l’ecosistema delle startup attraverso programmi di finanziamento e capitale di rischio.
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