di: Andrea Spinelli Barrile | 3 Agosto 2026
La produzione di cacao del Ghana dovrebbe diminuire di almeno il 16% nella stagione 2026-2027. È quanto ha calcolato l’ente regolatore del cacao ghanese, il Cocobod, che ha diffuso una nota ufficiale in cui cita gli effetti delle condizioni meteorologiche, il ciclo naturale di fruttificazione della coltura e le malattie, di fatto confermando quelli che fino ad oggi erano i timori degli agricoltori.
Secondo Cocobod, il calo riflette la probabilità di condizioni di El Niño, le piogge eccessive di maggio e giugno di quest’anno e il ciclo di produzione fisiologico della pianta di cacao, che tende ad alternare anni di maggiore e minore resa: la bassa presenza di cherelle (ovvero il numero di piccoli baccelli che raggiungono la maturità) nelle regioni occidentali e nord-occidentali ne è la dimostrazione.
L’ente regolatore ha detto che le prospettive in quelle due regioni, che insieme rappresentano più della metà della produzione del Ghana, sono pessimistiche per via degli effetti combinati della malattia del germoglio gonfio, dell’invecchiamento delle piantagioni di cacao e dell’aumento dell’estrazione illegale dell’oro (conosciuta localmente come galamsey, comporta l’occupazione delle fattorie da parte dei minatori).
Più in generale le previsioni per il cacao in Africa occidentale sono state riviste al ribasso e si prevede che la produzione in Costa d’Avorio, il più grande produttore di cacao al mondo, diminuirà di oltre il 10% nella prossima stagione.
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