Libia: zone franche unite per aprire rotte commerciali verso sud

di: Celine Camoin | 22 Luglio 2026

L’unificazione delle zone economiche franche della Libia è stata il tema centrale di un incontro di coordinamento presieduto dal ministro degli Esteri e della cooperazione internazionale del governo libico designato dal Parlamento, Abdul Hadi al-Huweij. L’iniziativa fa capo al governo nell’est del Paese e si inserisce nella più ampia strategia di diplomazia economica volta a proiettare l’economia nazionale verso i mercati dell’Africa subsahariana. La sessione di lavoro è stata ospitata dall’Amministrazione delle dogane libiche, rappresentata dal generale Adel al-Awami, e dalla Zona economica franca di Julyana, guidata dal capitano Ahmed al-Amami, alla presenza di delegati del Fondo nazionale per lo sviluppo e dei vertici della società Al-Watan.

Nel corso della riunione, svoltasi proprio all’interno dell’area franca di Julyana, il ministro al-Huweij ha evidenziato come l’evento segni il passaggio operativo dalla pianificazione teorica all’esecuzione pratica delle politiche governative. Il piano, sostenuto anche dal Comando generale delle forze armate, punta a trasformare le zone franche in vettori di crescita economica, in hub logistici regionali per la riesportazione e il trasferimento tecnologico, e in canali preferenziali per l’integrazione commerciale con il resto del continente.

La strategia – sottolinea la stampa libica – fa leva sulla posizione geografica della Libia, considerata una porta d’accesso naturale tra il Mar Mediterraneo e i Paesi privi di sbocco al mare del Sahel, in particolare il Ciad e il Niger. Attraverso lo sviluppo di una rete strutturata di corridoi logistici e aree franche, il progetto mira a riqualificare le regioni di confine nel sud del Paese, trasformandole in centri di stabilità e sviluppo in grado di generare nuovi posti di lavoro, migliorare i servizi locali e consolidare la funzione della Libia come ponte di collegamento tra l’Africa e l’Europa.

Durante il tavolo tecnico, i vertici delle dogane e i responsabili delle aree franche hanno illustrato la capacità ricettiva e logistica delle rispettive strutture, dicendosi pronti a gestire l’atteso incremento dei flussi legati al commercio di transito. I partecipanti hanno concordato sull’esigenza di ammodernare i valichi di frontiera terrestri, standardizzare i protocolli operativi, introdurre un pacchetto di incentivi e sgravi fiscali per gli investitori e regolamentare l’operato dei vettori per velocizzare le pratiche doganali e favorire una concorrenza leale.

A conclusione dei lavori, è stato stabilito di tenere un ultimo incontro di monitoraggio nella zona economica franca di al-Jawf per limare i dettagli esecutivi. Questo passaggio aprirà la strada all’invio di delegazioni ufficiali in Ciad e in Niger, con l’obiettivo di avviare sul campo i primi accordi transfrontalieri e dare concretezza alla nuova proiezione geopolitica ed economica della Libia nella regione.

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