di: Michele Vollaro | 17 Luglio 2026
In Angola, l colosso mondiale delle materie prime Trafigura si è ritirato dal progetto per la costruzione di una linea di trasmissione elettrica da 2.000 megawatt, destinata ad approvvigionare le miniere di rame e cobalto della Repubblica Democratica del Congo e dello Zambia.
A segnalarlo sono i media internazionali, ricordando che l’iniziativa, annunciata nel luglio del 2024 attraverso un accordo non vincolante tra la multinazionale, la società di ingegneria ProMarks e il governo angolano, mirava a sfruttare l’energia idroelettrica in eccesso dell’Angola per risolvere le storiche carenze energetiche che colpiscono i distretti minerari dell’Africa centrale e meridionale.
Fonti governative di Luanda hanno confermato l’uscita di Trafigura dal consorzio, precisando che sono comunque in corso trattative con altre aziende interessate, anche se il futuro dell’opera resta incerto. Il ministero dell’Energia e dell’Acqua angolano non ha tuttavia rilasciato commenti ufficiali, così come la stessa Trafigura, già attiva nella regione come partner fondamentale nel consorzio ferroviario del corridoio di Lobito per il trasporto di minerali critici verso i mercati globali.
Nonostante questo ostacolo, altri importanti progetti di interconnessione elettrica transfrontaliera stanno registrando progressi nell’area. La società Meridia Energy, una joint venture tra la multinazionale Averi Finance di Dubai e la marocchina Somagec, sta sviluppando due linee per collegare la rete nazionale angolana a Kolwezi, il principale snodo minerario congolese, e connettere il Paese al Southern African Power Pool (Sapp). Questi interventi includono la linea Soyo-Inga-Cabinda, dal valore di 450 milioni di dollari e con una capacità di 800 megawatt, e la Lauca-Kolwezi, un’opera da 1,25 miliardi di dollari in grado di trasportare 1.400 megawatt; per entrambe le infrastrutture l’avvio delle operazioni commerciali è previsto entro il 2030.
Parallelamente, la compagnia statunitense Hydro-Link sta portando avanti un piano autonomo per un interconnettore da 1,5 miliardi di dollari. Il tracciato, lungo 1.200 chilometri, punta a rifornire di energia a basso costo le province minerarie congolesi di Lualaba e Katanga, rafforzando un tessuto infrastrutturale considerato strategico per l’espansione dell’industria estrattiva nel continente africano.
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