Prima esportazione di caffè verde keniano verso Trieste

di: Andrea Spinelli Barrile | 16 Luglio 2026

È partito dal Kenya ieri mattina il primo di 20 container di caffè verde di alta qualità che sarà diretto al porto di Trieste, in Italia. È un fatto storico, un nuovo capitolo per il caffè keniano nei mercati internazionali di fascia alta.

Secondo una dichiarazione ufficiale del ministero del Commercio keniano, la prima spedizione è stata esportata da Sumseron Coffee & Tea Limited e testimonia gli sforzi del Kenya per “diversificare le proprie destinazioni di esportazione, aumentando al contempo i guadagni dei coltivatori di caffè grazie all’accesso a mercati internazionali di alto valore”. La spedizione ha preso il largo ufficialmente al termine di una cerimonia presso l’azienda logistica Mitchell Cotts, a Nairobi, alla presenza del sottosegretario al Commercio Regina Ombam e del sottosegretario alle Cooperative Patrick Kilemi. Ombam ha detto, durante l’evento, che le esportazioni riflettono la crescente fiducia internazionale nella qualità del caffè keniano e nella capacità del Paese di soddisfare i rigorosi standard globali: “Questo traguardo testimonia la resilienza del settore del caffè keniano e il nostro impegno incrollabile nella produzione di prodotti di alta qualità che soddisfino gli standard internazionali”.

Il governo keniano sta perseguendo un’aggressiva strategia di diversificazione del mercato per ridurre la dipendenza dalle tradizionali destinazioni di esportazione e creare nuove opportunità per i produttori locali. Tra le iniziative figura l’attuazione dell’Accordo per la raccolta anticipata con la Cina, che dovrebbe migliorare l’accesso al mercato per le esportazioni agricole keniane, incluso il caffè. Il Dipartimento di Stato per il Commercio sta inoltre perseguendo nuove opportunità di esportazione in Giappone, Algeria, Kazakistan e altri mercati emergenti. All’evento di Nairobi erano presenti anche rappresentanti di diversi enti finanziatori, tra cui rappresentanti di Stanbic Bank, Co-operative Bank e Absa Bank, insieme a importanti alleati locali e istituzionali tra cui Elizabeth Mbithi (Mcdu), Martin Malila (Unione Cooperativa di Machakos), Lewis Momanyi (Istituto per le Iniziative per le Piccole Imprese della Strathmore Business School), Isabella Tenai (E4Impact East Africa) e Mario Brataj (dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – Aics).

Il governo keniano sostiene che l’ampliamento dell’accesso ai mercati internazionali di alta qualità dovrebbe migliorare i prezzi del caffè locale, aumentare gli introiti in valuta estera e garantire maggiori profitti agli agricoltori, che da tempo auspicano canali di esportazione più stabili e redditizi. Questa spedizione arriva mentre il Kenya continua ad attuare riforme nel settore del caffè volte ad aumentare la produzione, migliorare la qualità e incrementare il valore aggiunto, al fine di rafforzare la reputazione del Paese come produttore di alcuni dei migliori caffè Arabica al mondo. Come specifica la Camera di commercio keniana (Kncci) in una nota, l’ingresso nel mercato italiano funge da porta d’accesso strategica al più ampio mercato dell’Unione europea, attualmente valutato a oltre 6 trilioni di scellini (40 miliardi di euro). Secondo gli esperti keniani, l’acquisizione di questi canali di alto valore e di primaria importanza darà impulso agli obiettivi di produzione nazionale del Kenya, accelerando il raggiungimento delle 150.000 tonnellate metriche (Mt) entro il 2029, rispetto alle attuali 50.000 Mt.

Il presidente della Camera di commercio keniana Erick Rutto, all’evento, ha detto anche che “l’apertura del mercato italiano, il terzo consumatore di caffè in Europa con un valore di mercato di 500 miliardi di scellini keniani, dimostra che quando enti pubblici e privati collaborano, si sblocca valore. Già con questa prima spedizione, il caffè keniano di alta qualità viene venduto a oltre 9,50 dollari al chilogrammo”. Secondo Rutto, la spedizione al porto di Trieste rappresenta il culmine di un’intensa attività di lobbying multilaterale e di promozione commerciale tra il governo keniano, la Kncci e il governo italiano. I chicchi di caffè sono stati lavorati e spediti in sicurezza dagli impianti all’avanguardia di Mitchell Cotts Kenya.

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