di: Enrico Casale | 16 Luglio 2026
La Costa d’Avorio punta sulla trasformazione delle filiere alimentari per sostenere la crescita economica e attrarre nuovi investimenti nel quadro del Piano nazionale di sviluppo (Pns) 2026-2030. Lo ha dichiarato il ministro delegato dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Produzione alimentare, Bernard Kini Comoé, durante la riunione del Gruppo consultivo per il finanziamento del nuovo piano, ad Abidjan.
Rivolgendosi a investitori nazionali e internazionali, Comoé ha sottolineato il peso strategico del settore agricolo, che rappresenta il 17% del Pil ivoriano, il 40% dell’occupazione e il 40% delle esportazioni. La sola produzione alimentare contribuisce per il 38% al Pil agricolo e genera 2,5 milioni di posti di lavoro, ha precisato il ministro, indicando il comparto come uno dei principali motori di sviluppo del Paese.
Tra le priorità del governo figurano il potenziamento delle infrastrutture agricole e lo sviluppo di nuove aree irrigue, con un potenziale stimato di 200.000 ettari di terreni irrigabili. Tra i progetti già identificati figurano una zona di 16.000 ettari nella regione di Bagoué e un’altra di 30.000 ettari nell’area di Kossou. Le autorità prevedono di finanziare dighe, canali e opere idro-agricole per poi affidarne la gestione al settore privato attraverso concessioni e partenariati.
Il governo intende inoltre favorire gli investimenti attraverso incentivi fiscali, tra cui esenzioni sui macchinari agricoli e agevolazioni sul carburante destinato alla meccanizzazione, con riduzioni fiscali che in alcuni casi possono arrivare al 95%.
Comoé ha evidenziato anche il potenziale della trasformazione agroalimentare, in particolare per prodotti come manioca, mais e ortaggi. Tra le iniziative citate figura l’utilizzo della farina di manioca nella produzione di pane per ridurre la dipendenza dalle importazioni di grano. Il ministro ha infine sottolineato la necessità di sviluppare catene del freddo, centri di raccolta e infrastrutture logistiche per limitare le perdite post-raccolta e aumentare la competitività del settore.
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