Somalia: l’industria ittica scommette sulla Cina

di: Enrico Casale | 4 Maggio 2026

La Somalia si prepara a rivoluzionare il proprio comparto ittico grazie alla nuova politica di dazi zero annunciata dalla Cina per le importazioni da 53 Paesi africani, una mossa strategica che promette di trasformare l’economia blu dello Stato del Corno d’Africa. La normativa, che diventerà operativa da domani, permetterà ai prodotti ittici somali di accedere al mercato cinese in totale esenzione tariffaria, abbattendo quella barriera commerciale che per decenni ha soffocato gli scambi diretti tra le due nazioni.

Il ministro della Pesca, Ahmed Hassan Aden, ha sottolineato come questo accordo stabilisca finalmente un canale di esportazione privilegiato verso uno dei bacini di consumo più vasti del pianeta, superando le triangolazioni con Paesi terzi che finora avevano eroso i margini di profitto dei produttori locali. Secondo il ministro Ahmed Hassan Aden, l’impegno garantito dal governo di Pechino per l’ingresso agevolato delle risorse marine somale rappresenterà un volano formidabile per attrarre nuovi capitali e potenziare la capacità estrattiva nazionale.

Nonostante la Somalia vanti la costa continentale più estesa d’Africa, il potenziale del settore resta in gran parte inespresso a causa di carenze strutturali. Presso il mercato ittico di Mogadiscio, i pescatori segnalano catture abbondanti di tonno, sgombro e aragoste, ma lamentano la cronica mancanza di impianti di refrigerazione e di una logistica moderna per l’esportazione. Mohamed Hyder, un pescatore attivo nel quartiere di Hamar Weyne, ha spiegato al sito hiiraan.com, che sebbene la produzione tocchi picchi altissimi tra ottobre e aprile, il settore necessita di imbarcazioni motorizzate e tecnologie avanzate per garantire continuità operativa anche durante i mesi di maltempo.

Il salto di qualità verso i mercati internazionali è considerato vitale dagli operatori del settore. Kamal Maki Aweys, uno dei leader del comparto, ha definito la nuova politica cinese una “svolta epocale” che potrebbe far lievitare la produzione giornaliera da poche centinaia a migliaia di chilogrammi. Per supportare questa crescita, il governo ha confermato di voler dare priorità agli investimenti nelle infrastrutture portuali e nelle catene del freddo, incentivando la partecipazione dei privati per trasformare la risorsa mare nel pilastro della rinascita economica del Paese.

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