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Prospettive: l’Africa e il 2024 in dieci grandi temi

di: Gianfranco Belgrano | 16 Gennaio 2024

È un elenco di dieci grandi temi da tenere d’occhio nel 2024 quello fatto dal team Africa di Control Risks che include anche alcune wild cards, ovvero eventi al momento poco probabili ma che se si avverassero potrebbero avere pesanti impatti. 

Il primo tema riguarda le elezioni in Sudafrica, uno dei motori economici del continente, dove l’Africa National Congress (Anc) potrebbe per la prima volta dalla fine dell’apartheid perdere la maggioranza assoluta in Parlamento. Lo scenario più probabile appare quello di una vittoria molto sopra il 40%, tuttavia se questa percentuale dovesse scendere molto più del previsto (e questa è una wild card), l’Anc potrebbe essere costretta a scendere a patti con gli Economic Freedom Fighters (Eff) e l’attuale presidente Cyril Ramaphosa potrebbe essere costretto alle dimissioni. 

Il secondo tema porta all’instabilità politica e alla possibilità che tale instabilità si estenda ulteriormente. Negli ultimi tre anni si sono contati almeno sette colpi di Stato, e ci sono altri Paesi vulnerabili, soprattutto quelli con capi di Stato già da molti anni al potere. Uno di questi (altra wild card) è, secondo Control Risks, il Camerun di Paul Biya, dove il capo di stato ormai novantenne è circondato da una serie di rivalità interne. 

In Nigeria, terzo tema della nostra lista, la questione è soprattutto economica e riguarda la capacità o meno del presidente Bola Tinubu di far ripartire l’economia. La produzione di oil&gas nel 2024 è destinata a crescere; l’interrogativo è se questo aumento consentirà di acquisire risorse da investire in infrastrutture. Un miglioramento dell’esposizione della Banca centrale nel mercato dei cambi (wild card) potrebbe aiutare.

Il quarto tema riporta all’annosa questione del debito e della sua sostenibilità. Ci sarà una crescita economica che aiuterà, ma alcuni Paesi africani potrebbero avere problemi. La wild card accende i riflettori sul Kenya e sulla remota possibilità che non possa far fronte ai propri impegni. 

Il Corno d’Africa, quinto tema, è legato al conflitto in corso in Sudan, alle tensioni in Etiopia e al proseguimento della battaglia contro al-Shabaab in Somalia. La wild card questa volta riguarda l’eventualità di un conflitto tra Etiopia ed Eritrea, Paesi che negli ultimi mesi hanno visto deteriorarsi le loro relazioni. 

Il sesto tema è dedicato completamente alla Tanzania e alla sua robusta crescita, favorita anche dai pochi debiti accumulati nel tempo. L’economia tanzaniana dovrebbe fare un ulteriore salto nel 2024 e c’è anche una possibilità (wild card) che superi quella del Kenya, posizionandosi in questo modo alla guida dell’Africa orientale. Una possibilità legata anche alla finalizzazione o meno del finanziamento per l’East African Crude Oil Pipeline (Eacop). 

Il tema numero sette è dedicato al Sahel e al fatto che le milizie armate potrebbero avanzare ancora più a fondo in quelle regioni dove i governi centrali fanno fatica a essere presenti. La prospettiva è in ogni caso quella di un proseguimento degli sforzi militari per far fronte a questa situazione, mentre la wild card indicata da Control Risks è legata alla capacità da parte delle milizie di creare un califfato nella aree settentrionali di Mali e Burkina Faso e di riprendere gli attacchi nella grandi città. 

I progressi nell’integrazione continentale faranno un balzo in avanti con il lancio del Pan-African Payment and Settlement System (Papss). L’ottavo tema è dedicato a questa iniziativa promossa da Afreximbank che dovrebbe facilitare i pagamenti transfrontalieri. Tutte le banche centrali dovrebbero aderire entro il 2024, seguite entro il 2025 da tutte le banche commerciali. La wild card è riservata a Mali, Niger e Burkina Faso che potrebbero decidere di abbandonare l’Ecowas e il franco cfa. 

Il crescente interesse (nono tema) di Stati Uniti e Unione Europea a diversificare le rispettive forniture di minerali strategici rispetto alla dipendenza dalla Cina, attrarrà investimenti per progetti minerari e per la costruzione di infrastrutture. Il corridoio di Lobito, che collega le aree minerarie di Zambia e Repubblica Democratica del Congo con l’Angola, rientra già in questa strategia e diventerà pienamente operativo nel 2024. La wild card riguarda un’accelerazione degli investimenti in Congo da parte degli Stati Uniti e l’ingresso in questo settore di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. 

L’ultimo tema è legato alla geopolitica: i leader africani continueranno a chiedere più voce nei consessi internazionali e ci saranno convergenze con potenze medie come Turchia, Brasile, India, Paesi del Golfo. La wild card è legata agli esiti di Cop28 e alla possibilità di un aumento del mercato dei crediti di carbonio, che interessa in particolare i Paesi del Golfo.

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