di: Ernesto Sii | 13 Agosto 2026
La Nigeria punta ad attrarre tra 30 e 50 miliardi di dollari di investimenti nel settore offshore di petrolio e gas entro il 2030, nel quadro degli sforzi per rilanciare la produzione di greggio e rafforzare la propria posizione di primo produttore energetico africano. Lo ha reso noto la commissione nazionale di regolazione del settore petrolifero upstream (Nuprc).
Secondo il regolatore, almeno 22 grandi progetti offshore dovrebbero entrare in produzione tra il 2026 e il 2030, con ricadute su output, occupazione e sicurezza energetica di lungo periodo. Dal 2024 la Nigeria ha approvato piani di sviluppo di giacimenti per oltre 57 miliardi di dollari, alcuni dei quali hanno già raggiunto la decisione finale di investimento.
L’amministratore delegato della Nuprc, Gbenga Komolafe, ha dichiarato che le riforme introdotte con il Petroleum Industry Act hanno rafforzato la fiducia degli investitori, garantendo maggiore certezza fiscale, tempi di approvazione più rapidi e un contesto normativo più prevedibile. La spinta agli investimenti arriva dopo anni di calo della produzione, dovuto a carenza di investimenti, furti di greggio e sabotaggi agli oleodotti; il recente miglioramento delle condizioni di sicurezza ha favorito una graduale ripresa dell’estrazione.
I giacimenti in acque profonde, secondo le autorità, avranno un ruolo centrale nel raggiungimento degli obiettivi produttivi futuri, grazie alle maggiori riserve e alla minore esposizione ai problemi che gravano sulle operazioni onshore. Analisti del settore, pur giudicando l’obiettivo un possibile sostegno alle entrate statali e alla crescita, sottolineano la necessità di stabilità normativa, sicurezza e coerenza nell’attuazione delle riforme per mantenere la fiducia degli investitori.
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