di: Andrea Spinelli Barrile | 1 Ottobre 2026
L’evoluzione delle minacce alla sicurezza richiede un migliore coordinamento tra istituzioni pubbliche, servizi di sicurezza e di intelligence, compagnie minerarie, istituzioni finanziarie, autorità di controllo delle frontiere e comunità locali e non è possibile solo limitarsi alla messa in sicurezza dei siti minerari.
È quanto detto dal viceministro degli Interni del Ghana, Ebenezer Okletey Terlabi, che, intervenendo alla sesta Conferenza sulla sicurezza mineraria in Africa occidentale (Wams), ha chiesto di rafforzare ed espandere le misure di sicurezza nel settore minerario, sostenendo che la protezione dell’economia mineraria non può appunto limitarsi alla messa in sicurezza dei siti.
Terlabi ha sottolineato che la sicurezza delle attività minerarie deve ora essere integrata nell’architettura complessiva della sicurezza nazionale e regionale, auspicando una maggiore priorità per le partnership adattate alle realtà locali, piuttosto che la replicazione meccanica di modelli applicati in altri Paesi. Tale approccio è ritenuto ancora più importante alla luce delle significative risorse minerarie dell’Africa occidentale, in particolare oro, bauxite, manganese, litio e minerale di ferro, che rappresentano un enorme potenziale per lo sviluppo industriale e l’economia globale.
Il viceministro ghanese ha ribadito l’impegno del suo Paese a costruire un settore minerario in cui la sicurezza tuteli gli investimenti legittimi, promuova la creazione di opportunità economiche e contribuisca a rafforzare le comunità, nonché la stabilità nazionale e regionale.
© Riproduzione riservata






