di: Stefano Samo | 2 Settembre 2026
L’export turco verso i Paesi africani è aumentato del 12,6% su base annua nei primi sette mesi del 2026, raggiungendo i 13,3 miliardi di dollari, mentre nel solo mese di luglio ha fatto registrare un incremento del 16,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, toccando i 2,3 miliardi di dollari. Lo ha detto all’agenzia di stampa Anadolu Osman Aksoy, coordinatore e presidente del Business Council Turchia-Africa del Consiglio per le relazioni economiche estere della Turchia (Deik), sottolineando come questi dati siano “la prova più concreta della solidità dei rapporti economici multidimensionali tra la Turchia e l’Africa”.
Nel dettaglio, le esportazioni verso l’Egitto sono aumentate del 26,1% nei primi sette mesi dell’anno, arrivando a 2,3 miliardi di dollari; quelle in Sudafrica hanno fatto registrare un +31,3%, arrivando a 479 milioni di dollari, mentre la Nigeria ha registrato la crescita più marcata tra i principali mercati africani, con le esportazioni turche in aumento del 52,1% nei primi sette mesi, raggiungendo i 453,2 milioni di dollari.
In aumento anche le esportazioni in Libia, Tunisia e Niger: in Libia hanno raggiunto 1,59 miliardi di dollari, in crescita del 2,3%; in Tunisia sono state di oltre 720 milioni di dollari, con un incremento del 9,9%; e in Niger di oltre 302 milioni di dollari, per un aumento dell’8%.
Le esportazioni verso Marocco e Algeria, due dei principali mercati di esportazione della Turchia nel continente, sono invece diminuite rispettivamente del 24,8% e del 5,8% a luglio. E se nei primi sette mesi dell’anno l’export in Marocco ha fatto segnare un +11,7%, quelle in Algeria sono invece diminuite del 18,8%.
Aksoy ha precisato che a trainare la crescita sono i settori dei macchinari e delle attrezzature, dell’elettronica, dell’automotive, della chimica, della siderurgia, del tessile, dell’alimentare e dei materiali da costruzione, suggerendo quindi di sviluppare la produzione locale, gli investimenti congiunti, solide reti di distribuzione e modelli di finanziamento flessibili per sfruttare al meglio l’impennata delle esportazioni verso Egitto, Sudafrica e Nigeria, i maggiori mercati del continente, soprattutto attraverso le opportunità offerte dall’Area di libero scambio continentale africana (AfCfta).
“Il clima diplomatico positivo tra Turchia ed Egitto e l’accordo di libero scambio in vigore rappresentano dei vantaggi, ma la semplice vendita di beni non è sufficiente per un successo duraturo”, ha detto Aksoy, chiedendo maggiori investimenti nella regione del Canale di Suez. Anche in Sudafrica, ha aggiunto, “possiamo stabilire una presenza duratura nel settore delle attrezzature industriali ad alto valore aggiunto, dell’elettronica e delle soluzioni per le energie rinnovabili, mentre la Nigeria offre un enorme potenziale grazie alla sua popolazione, ma è alle prese con le fluttuazioni valutarie, quindi dobbiamo concentrarci sul commercio in valuta locale, sullo scambio e sulla fornitura diretta di macchinari industriali e per la trasformazione alimentare per garantire una crescita sostenibile”.
Aksoy ha anche suggerito alle aziende turche di adottare un approccio settoriale e progettuale in base ai Paesi, sottolineando “l’enorme potenziale” dei “settori energetico, infrastrutturale, edile, elettrico, sanitario, agricolo e alimentare in Libia, di quelli tessile, automobilistico, dei macchinari, chimico e tecnologico in Tunisia, e dei settori energetico, agricolo, della sicurezza alimentare, dell’irrigazione, minerario e infrastrutturale del Niger e della regione del Sahel”.
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