di: Michele Vollaro | 6 Maggio 2026
Il governo egiziano si prepara ad allentare il controllo statale su due settori chiave dei servizi pubblici, le infrastrutture idriche e l’edilizia residenziale sociale, aprendo le porte ai capitali privati. La strategia, riportata dalla testata economica Enterprise citando fonti governative e note del gabinetto ministeriale, mira ad alleggerire il peso fiscale sui bilanci pubblici e a sfruttare la rapidità e l’innovazione tecnologica del settore privato per colmare le lacune in questi servizi essenziali.
Secondo quel che viene riportato, nel settore idrico le autorità statali consentiranno alle imprese di costruire, mantenere e distribuire le risorse, operando in modo indipendente o al fianco degli enti pubblici. Come fase pilota, sono in preparazione due gare d’appalto per quattro grandi progetti di infrastrutture idriche e fognarie. L’operazione attua la nuova legge in materia promulgata lo scorso settembre e aggiorna il documento sulle proprietà statali per rafforzare i partenariati in comparti da anni sotto il monopolio governativo.
Fonti vicine al dossier indicano che l’apertura è resa necessaria dai pesanti stanziamenti di bilancio richiesti: attualmente, l’Organizzazione nazionale per l’acqua potabile e il drenaggio sanitario e l’Autorità per la costruzione di impianti idrici pesano sulle casse dello Stato per quasi 91 miliardi di sterline egiziane, equivalenti a circa 1,7 miliardi di euro. I privati potranno diversificare i finanziamenti e introdurre tecnologie intelligenti per limitare le perdite di rete e accelerare la creazione di impianti di desalinizzazione. Tuttavia, le attuali tensioni geopolitiche regionali potrebbero far slittare l’avvio delle gare alla seconda metà del 2026.
Parallelamente, l’esecutivo sta cambiando approccio sull’edilizia accessibile. Un comunicato del consiglio dei ministri del Cairo ha annunciato l’invito ai costruttori privati a formare partenariati per la realizzazione di case a basso reddito. Nella prima fase, lo Stato metterà a disposizione 383 feddan, pari a circa 160 ettari, di terreni in otto città di nuova fondazione, tra cui le aree di espansione dela capitale egiziana, per la costruzione di 19.000 appartamenti. I cittadini avranno accesso a mutui sostenuti dallo Stato con un tasso d’interesse agevolato decrescente dell’8 per cento per un massimo di vent’anni.
La mossa risponde a una chiara carenza nella fascia bassa del mercato, in netto contrasto con la saturazione di unità immobiliari di lusso. Mohamed El Bostany, a capo dell’Associazione dei promotori immobiliari, ha spiegato che le unità sovvenzionate, grazie alla forte domanda e alle vendite rapide garantite dai mutui statali, fungeranno da motore di liquidità per le aziende, compensando così i tempi lunghi dei grandi e più costosi progetti residenziali integrati.
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