di: Gianfranco Belgrano | 10 Giugno 2026
Posizione strategica, outlook economico in miglioramento negli ultimi due anni e un sistema di riforme che ha fatto progredire in generale numeri e performance. Questo è l’Egitto presentato a Milano in occasione di “Egypt: a strategic hub for Italian businesses”, iniziativa organizzata da Internationalia in collaborazione con Assolombarda, Joint Italian Arab Chamber of Commerce, Sacbo e Nile Air.
Come sottolineato in apertura dei lavori da Alberto Coco, financial attaché di Banca d’Italia al Cairo, “l’Egitto si sta mostrando anche resiliente rispetto a un contesto di tensione regionale che sta avendo conseguenze in tutto il mondo”. Di certo, ha proseguito Giulia Repetto, responsabile internazionalizzazione di Assolombarda, l’Egitto è uno dei Paesi “che può agire da affidabile partner internazionale per le nostre Pmi ma anche per aziende di più grandi dimensioni”.
E che i numeri stanno dalla parte del Paese nordafricano è emerso chiaramente dalle presentazioni di May El Gendy, general manager del dipartimento Promozione e Investimenti della General Authority for Investment and Free Zones (Gafi), e dall’invito a investire nel Paese messo sul tavolo dal console dell’Egitto a Milano Walid Osman.
L’Egitto è il mercato più grande della regione (oltre 100 milioni di abitanti), ha un programma di sviluppo infrastrutturale significativo e ha messo in campo una serie di incentivi per attrarre capitali e imprese. “L’industria, il settore Ict, l’agricoltura, la logistica, le energie rinnovabili, il turismo e la sanità sono tutti ambiti in cui le imprese italiane possono trovare spazio e su cui il governo sta puntando”, ha detto ancora May El Gendy.

A fare da corollario a questo quadro la presenza di Free Zones, di Technology Zone Schemes, di Investment Zones e della Suez Canal Economic Zone (ScZone). Proprio le potenzialità della Suez Canal Economic Zone sono state illustrate attraverso il contributo video di Nader Kamel, general manager dell’area Investment and Promotion, che ha evidenziato numeri importanti: una superficie di 186 chilometri quadrati, una posizione geografica di raccordo tra Africa, Asia ed Europa e una rete di porti e aree industriali pensata per produzioni da destinare all’export.
E così se Duccio Maria Tenti, capo delle Partnerships and Strategy di Undp (Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo) Rome Centre ha parlato delle opportunità legate alle rinnovabili e allo sviluppo industriale collegato (attraverso il progetto Seti), uno sguardo al prossimo futuro lo ha lanciato Pietro Paolo Rampino, presidente della Joint Italian Arab Chamber of Commerce (Jiacc): “Suez resterà decisiva per il commercio globale e questo rafforzerà ancora di più il ruolo dell’Egitto come centro strategico in cui posizionarsi, traendo vantaggio da una serie di asset e senza dimenticare la presenza di una forza lavoro giovane e preparata”.
Una strada quella che porta in Egitto dove le imprese si possono portare sfruttando la presenza del Sistema Paese – sulla questione è intervenuto Fabio Guglieri, di Sace, ricordando che Sace ha un ufficio al Cairo – e la presenza di collegamenti logistici come quelli presentati da Nile Air che in Nord Italia opera attraverso lo scalo di Bergamo e che – hanno detto in coro Ahmed Orabi, Cco di Nile Air, e Giacomo Paravisi, Marketing & Communication di Sacbo SpA – non è semplicemente un raccordo tra l’Italia e il Cairo ma un collegamento che può essere utile anche per raggiungere, tramite il Cairo, altri centri regionali.





