di: Céline Dominique Nadler | 8 Giugno 2026
Dall’inizio del 2026 si assiste a una raffica di annunci sulle energie rinnovabili in Egitto. Una tendenza che Duccio Maria Tenti, Head of Strategy and Partnerships dello United Nations Development Program (UNDP) in Italia, conferma. “L’Egitto – dice ad Africa e Affari – si sta orientando verso la transizione energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Tale dinamica è ulteriormente rafforzata dalle tensioni geopolitiche e dai conflitti in corso nella regione, che hanno spinto il governo egiziano ad adottare misure volte a contenere i consumi energetici e a migliorare l’efficienza del sistema elettrico nazionale”.
C’è quindi uno sforzo in corso per trasformare il panorama energetico nazionale?
“L’Egitto sta lavorando per rafforzare la propria rete elettrica e diversificare il mix energetico attraverso interventi coerenti con il Piano nazionale di transizione energetica. L’obiettivo è integrare una quota crescente di energie rinnovabili nel sistema elettrico, anche in vista dell’aumento della domanda previsto nei mesi estivi, e portare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili al 45% entro il 2028. Questa accelerazione è favorita da condizioni naturali particolarmente favorevoli, con livelli di irraggiamento solare tra i più elevati al mondo, ma anche dalla necessità di ridurre la dipendenza dal gas naturale, che continua a rappresentare una componente predominante della produzione elettrica del Paese.
È proprio in questo scenario che si inseriscono iniziative come SETI (Solar Energy for Public Sector Industries), sviluppata da UNDP in collaborazione con il ministero egiziano dell’Elettricità e delle Energie Rinnovabili e con il supporto di Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Il progetto mira a installare 200 MW di capacità fotovoltaica presso industrie del settore pubblico e a sviluppare un modello replicabile per l’intero comparto industriale egiziano”.
Può parlarci dei principali progetti in arrivo?
“Sicuramente il progetto SETI rappresenta uno dei programmi più innovativi all’interno di questo progetto di transizione energetica. La prima fase prevede la realizzazione di 200 MW di impianti fotovoltaici in 20 strutture industriali e commerciali pubbliche, attraverso un modello basato sulla partecipazione di produttori indipendenti di energia (IPP). L’investimento stimato è di circa 150 milioni di dollari e beneficia del sostegno di istituzioni finanziarie internazionali e di una possibile partecipazione fino a 150 milioni di dollari da parte dell’Italian Climate Fund.
L’importanza di SETI va oltre i numeri della prima fase: l’obiettivo è dimostrare la validità di un modello finanziario e operativo che potrà essere replicato su larga scala nel settore industriale privato, generando una pipeline di investimenti molto più ampia nei prossimi anni”.
Secondo Lei, c’è spazio per le aziende italiane sul mercato egiziano delle rinnovabili?
“Lo spazio per le aziende italiane è significativo e destinato a crescere. L’Egitto non rappresenta soltanto un mercato interno di oltre 100 milioni di abitanti, ma anche una piattaforma strategica per l’Africa e il Medio Oriente. Progetti come SETI sono stati concepiti proprio per favorire la partecipazione del settore privato attraverso procedure competitive aperte. Le imprese italiane possono intervenire come sviluppatori di impianti (IPP), società EPC, operatori O&M, fornitori di componenti, tecnologie digitali, sistemi di accumulo e soluzioni per l’efficienza energetica.
Inoltre, il coinvolgimento dell’Italian Climate Fund e di CDP crea un quadro particolarmente favorevole per le imprese italiane, riducendo il rischio degli investimenti e facilitando il dialogo con le istituzioni finanziarie. Un ulteriore elemento di interesse è rappresentato dal meccanismo europeo CBAM: la decarbonizzazione dell’industria egiziana renderà le esportazioni verso l’Europa più competitive, aumentando la domanda di tecnologie e competenze nel settore delle energie rinnovabili.
Per questo motivo, le aziende che sapranno posizionarsi fin dalle prime fasi avranno un vantaggio competitivo importante quando il modello verrà esteso dall’attuale fase pilota all’intero comparto industriale egiziano”.
Duccio Maria Tenti interverrà domani (9 giugno) a Milano a una conferenza dedicata alle opportunità di collaborazione economica tra Italia ed Egitto, dal titolo “Egypt: a strategic hub for Italian businesses”. L’iniziativa, organizzata da Internationalia – Africa e Affari in collaborazione con Assolombarda (che ospiterà l’evento), Joint Italian Arab Chamber of Commerce, SACBO e Nile Air, è gratuita e rappresenta un’importante occasione di approfondimento per le imprese interessate a sviluppare o consolidare la propria presenza in uno dei mercati più dinamici dell’area mediterranea.
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