di: Ernesto Sii | 14 Agosto 2026
Il consiglio di amministrazione del Gruppo della Banca africana di sviluppo (Afdb) ha approvato un prestito da 255 milioni di dollari del Fondo africano di sviluppo e una sovvenzione da 10 milioni di dollari nell’ambito del Processo di Roma e del Piano Mattei, a sostegno della partecipazione dello Zambia allo sviluppo del corridoio di Lobito. Lo rende noto la banca in un comunicato.
Il corridoio attraversa l’Africa australe e centrale, collegando Angola, Repubblica democratica del Congo e Zambia dal porto atlantico di Lobito fino alla regione mineraria dello Zambia settentrionale, il Copperbelt. Con questa prima tranche di finanziamento, la banca punta a gettare le basi di un modello di corridoio che integri infrastrutture di trasporto, facilitazione del commercio, agricoltura, energia, sviluppo urbano e rafforzamento istituzionale.
Il progetto prevede la costruzione di circa 550 chilometri di nuova linea ferroviaria in territorio zambiano, destinata a collegare il paese all’Angola e al porto di Lobito, e l’ammodernamento di 105 chilometri della strada Mwinilunga-Jimbe, oltre a misure di facilitazione degli scambi e rafforzamento delle capacità istituzionali. Secondo Mike Salawou, direttore del dipartimento Infrastrutture e sviluppo urbano della Bafd, il corridoio di Lobito rappresenta più di un investimento nei trasporti, costituendo una piattaforma per l’integrazione regionale, l’industrializzazione e la trasformazione economica.
Il finanziamento odierno rappresenta la prima tranche nell’ambito del sedicesimo ciclo del Fondo africano di sviluppo; la banca prevede una mobilitazione di risorse aggiuntive fino a 500 milioni di dollari nelle fasi successive. Il progetto dovrebbe generare circa 500 posti di lavoro permanenti e 5 mila temporanei nei settori delle costruzioni, della logistica e dei servizi professionali, con programmi di formazione rivolti in particolare a donne e giovani.
Per gli operatori italiani delle infrastrutture ferroviarie, stradali e logistiche, il finanziamento rafforza le prospettive di un corridoio già al centro dell’interesse internazionale, compreso quello degli Stati Uniti, come rotta alternativa per l’esportazione di minerali critici dall’Africa centrale e australe verso l’Atlantico.
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