di: Michele Vollaro | 28 Ottobre 2026
Un consorzio guidato dall’italiana Webuild, con la turca IC İçtaş e la portoghese Mota-Engil (30% ciascuna), è stato scelto dall’Africa Finance Corporation (Afc) come offerente preferenziale per costruire la sezione zambiana della nuova ferrovia del corridoio di Lobito. La sezione angolana è andata al consorzio formato da Mota-Engil e dalla brasiliana Odebrecht. L’Afc, istituzione finanziaria multilaterale con sede in Nigeria e promotore del progetto, ha deciso al termine di una gara internazionale. Le trattative sui contratti partiranno a novembre e dovrebbero chiudersi in 8-12 settimane.
La linea, lunga circa 830 km e costruita da zero, collegherà le miniere di rame dello Zambia alla ferrovia di Benguela a Luacano e da lì al porto angolano di Lobito, sull’Atlantico. Il lotto assegnato al consorzio di Webuild misura circa 517 km, dal confine angolano a Chingola, nel Copperbelt, e comprende 22 ponti e viadotti, otto stazioni e tre depositi. Il valore dei contratti non è stato reso noto; il costo dell’intera opera è stimato fino a cinque miliardi di dollari. Secondo Webuild, i tempi di trasporto delle merci verso i mercati internazionali scenderanno da 16 a sette giorni.
Palazzo Chigi ha definito il risultato un successo del Piano Mattei, di cui il corridoio è un progetto di punta, e “una grande occasione” per le Pmi italiane. “Il Piano Mattei per l’Africa porta l’Italia alla guida di una delle infrastrutture più strategiche del continente africano”, si legge in un comunicato del governo. L’Italia ha aderito al memorandum sul corridoio nel 2024, al vertice G7 di Borgo Egnazia. Nel 2025 Cassa Depositi e Prestiti ha concesso all’Afc un finanziamento decennale da 250 milioni di euro, garantito all’80% da Sace, destinato anche a coinvolgere la filiera italiana.
La statunitense KoBold Metals si è impegnata a trasportare sulla linea almeno 300.000 tonnellate di rame l’anno dalla miniera di Mingomba, che sta sviluppando con la società statale zambiana Zccm-Ih a Chililabombwe, nel Copperbelt, vicino al capolinea di Chingola. Zambia e Repubblica democratica del Congo sono i maggiori produttori africani di rame: il corridoio di Lobito offre loro uno sbocco sull’Atlantico, alternativo ai porti di Dar es Salaam e Durban.






