di: Andrea Spinelli Barrile | 29 Ottobre 2026
Un programma di conservazione faunistica e ambientale da 160 milioni di dollari volto a proteggere 173.000 chilometri quadrati di ambienti naturali, tra i più complessi e ricchi del pianeta Terra. È questo il cuore dell’accordo firmato a Nairobi tra il governo del Kenya e un gruppo di donatori, un’iniziativa chiamata “Thamani asili”, che in swahili significa “valore della natura”. Il progetto si concentrerà sui principali bacini di biodiversità keniani, dalla Grande Rift Valley al Maasai Mara, regioni che ospitano migliaia di elefanti, rinoceronti, leoni e altre specie animali.
I dettagli del piano sono stati resi noti dalla ministra keniana del Turismo e della fauna selvatica, Rebecca Miano, la quale ha spiegato che il piano prevede, per i prossimi dieci anni, 80 milioni di dollari provenienti da decine di donatori, tra cui gli eredi miliardari delle famiglie Walton e Cargill, con una somma simile proveniente dal governo di Nairobi. Questi fondi saranno destinati a finanziare nuove aree protette e a migliorare la gestione di quelle esistenti, utilizzando un modello di “Finanziamento di progetto per la permanenza” (Pfp), che vincola i finanziamenti a modifiche sostanziali delle politiche governative.
Secondo il Programma delle Nazioni unite per l’ambiente (Unep), circa il 42% del Pil del Kenya e il 70% dell’occupazione dipendono dalla natura. Citata da Reuters Ruth Masha, di The nature conservancy, che ha contribuito alla stesura del piano, ha detto che inizialmente l’attenzione si concentrerà su quattro regioni chiave: una di queste, lo Tsavo, ospita il più grande parco nazionale del Paese, il 40% degli elefanti e il 20% dei rinoceronti neri, specie in pericolo critico di estinzione. Un’altra, situata a sud lungo il confine con la Tanzania, comprende la riserva nazionale del Maasai Mara e si collega al Serengeti.
© Riproduzione riservata






