Con la digitalizzazione dei servizi finanziari, l’Africa è nel mirino delle truffe online

di: Celine Camoin | 22 Ottobre 2026

In Africa le minacce informatiche sono cresciute a un ritmo superiore rispetto alla media mondiale, spinte dalla rapida diffusione dei servizi finanziari su rete. È uno dei risultati chiave del rapporto intitolato “Africa’s digital defense race“, diffuso dal colosso dei pagamenti Mastercard per fare il punto sulla resilienza delle infrastrutture tecnologiche nel continente. La crescita dei rischi procede di pari passo con la digitalizzazione dei mercati locali.

I dati contenuti nello studio indicano che le incursioni informatiche registrate nelle nazioni africane sono aumentate del 421% tra il 2016 e il 2025. A livello globale l’incremento si è attestato al 307% nello stesso arco di tempo. Soltanto nel corso del 2025 gli attacchi ai sistemi digitali hanno raggiunto quota 69.236, con una media stimata di un incidente di sicurezza ogni otto minuti.

Nello stesso periodo di nove anni, l’utilizzo del mobile money è cresciuto di 5,9 volte, il banking digitale di 4,7 volte e il commercio elettronico di 5,3 volte. Entro il 2030 il valore complessivo dell’economia dei pagamenti digitali nella regione potrebbe toccare i 1.500 miliardi di dollari.

Le aggressioni dei pirati informatici si concentrano principalmente su istituzioni pubbliche, fornitori di tecnologia e società finanziarie. Insieme, queste realtà costituiscono il 44% degli attacchi rilevati nelle maggiori economie del continente. Inoltre, le informazioni personali, i dati bancari e i portali di assistenza ai clienti rappresentano il 27% dei bersagli strategici colpiti dai criminali della rete.

Il documento evidenzia anche un netto divario tra i grandi gruppi industriali e le piccole e medie imprese (Pmi). Queste ultime rappresentano il 95% delle aziende registrate nella regione e producono la metà del prodotto interno lordo locale. Destinano però in media appena 23 dollari per dipendente alla protezione informatica, contro i 189 dollari investiti dalle multinazionali.

A penalizzare il settore interviene la mancanza di personale specializzato. Alla fine del 2025 si contavano oltre 200.000 posizioni lavorative scoperte nel settore della sicurezza digitale in tutto il continente. Per contrastare il fenomeno e sostenere la formazione tecnica, la società promotrice dell’analisi ha aperto un centro di eccellenza per la cybersicurezza a Johannesburg, in Sudafrica.

“La resilienza informatica è il pilastro fondamentale per la prossima fase di espansione digitale in Africa”, spiegano gli analisti di Mastercard all’interno dello studio. Viene raccomandato di rafforzare la condivisione delle informazioni e il monitoraggio continuo dei rischi tra soggetti pubblici e privati.

© Riproduzione riservata

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