di: Valentina Milani | 22 Ottobre 2026
Il Sudafrica deve prepararsi alla possibilità di essere escluso dall’accordo commerciale che garantisce ad alcuni Paesi africani l’accesso senza dazi al mercato statunitense. Lo ha dichiarato il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, sottolineando i rischi per l’occupazione nazionale legati a un’eventuale esclusione dalla Legge sulla crescita e le opportunità in Africa (Agoa), nel contesto del deterioramento dei rapporti diplomatici e commerciali tra Pretoria e Washington.
Ramaphosa ha spiegato che il governo sudafricano è ancora impegnato in colloqui con le autorità statunitensi per chiarire il futuro della partecipazione del Paese all’iniziativa, di cui beneficia da anni. Alcuni funzionari statunitensi sostengono la necessità di escludere Pretoria dal programma, che consente alle nazioni ammesse di esportare migliaia di prodotti negli Stati Uniti a dazio zero.
“In qualità di presidente, devo prepararci a questa eventualità”, ha dichiarato Ramaphosa, avvertendo che l’impatto sull’occupazione potrebbe essere “devastante”. Il capo dello Stato ha precisato che, insieme al vicepresidente Paul Mashatile, sta intensificando le missioni internazionali per individuare mercati alternativi e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.
Tra le opportunità di diversificazione, Ramaphosa ha indicato il rafforzamento dei legami con la Cina, citando un recente intesa con Pechino come un passo positivo. A maggio, le autorità cinesi hanno introdotto un regime di esenzione dai dazi per determinate categorie di prodotti sudafricani, aprendo nuove possibilità di accesso al proprio mercato.
Come sottolinea Reuters, le preoccupazioni di Pretoria si inseriscono nelle tensioni con l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, che ha criticato il Sudafrica accusando l’esecutivo di perseguitare la popolazione bianca. Le autorità sudafricane hanno respinto le accuse, definendole false e diffuse da gruppi minoritari.
L’eventuale esclusione dall’Agoa rappresenterebbe una svolta nelle relazioni economiche tra i due Paesi, privando le imprese locali dell’accesso preferenziale al mercato statunitense. Per il governo di Pretoria, la ricerca di nuovi partner costituisce quindi una misura preventiva per tutelare esportazioni e posti di lavoro.
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