di: Enrico Casale | 21 Ottobre 2026
La Namibia deve rafforzare la competitività del porto di Walvis Bay e dei suoi corridoi commerciali per contrastare la concorrenza del corridoio di Lobito, in Angola, e consolidare il proprio ruolo di hub logistico per l’Africa australe. È quanto emerge da un’analisi sulle prospettive dei trasporti regionali, pubblicata sul sito economist.com.na, che invita il governo a integrare gli investimenti ferroviari e stradali in una strategia nazionale di lungo periodo.
Il Corridoio di Lobito collega il porto atlantico angolano alle aree minerarie della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) attraverso la ferrovia di Benguela, attirando nuovi investimenti e sostegno internazionale. La prevista estensione ferroviaria verso lo Zambia potrebbe offrire un collegamento più diretto alle regioni del Copperbelt, ricche di rame e cobalto, sottraendo traffico merci alle rotte che attraversano la Namibia.
Resta strategico il corridoio di sviluppo Walvis Bay-Ndola-Lubumbashi, che collega lo scalo namibiano allo Zambia e alla Rdc meridionale. La rete sostiene il trasporto merci, ma anche attività di logistica, manutenzione, rifornimento e servizi lungo il percorso. La sua competitività dipende dall’efficienza del trasporto su strada, dai costi, dai tempi di attraversamento delle frontiere e dalla capacità di movimentazione dei carichi.
Tra le proposte figura la costruzione di un collegamento ferroviario tra Grootfontein e Katima Mulilo, nel nord del Paese, per favorire il trasporto intermodale e gli scambi con lo Zambia. L’iniziativa richiede uno studio di fattibilità che consideri costi, volumi di traffico, compatibilità delle reti e ritorno economico. L’analisi suggerisce inoltre di sviluppare porti a secco e centri logistici nelle due località, dotandoli di servizi doganali, magazzini e infrastrutture per i container.
Un’altra opportunità è rappresentata dalla ferrovia Trans-Kalahari, ideata per collegare il Botswana a Walvis Bay e facilitare il trasporto di merci alla rinfusa, comprese quelle provenienti dalle aree di produzione del carbone. Il progetto deve affiancare e non sostituire il rafforzamento dei collegamenti con Zambia e Rdc, poiché le due direttrici rispondono a esigenze commerciali differenti.
L’analisi raccomanda di coordinare gli interventi attraverso la collaborazione tra il ministero dei Lavori pubblici e dei Trasporti, l’autorità portuale Namport, la società ferroviaria Transnamib, il Walvis Bay Corridor Group e gli operatori privati. Tra le priorità figurano la digitalizzazione delle procedure doganali, il miglioramento dei valichi di frontiera e il coinvolgimento delle imprese locali, affinché lo sviluppo logistico generi occupazione e opportunità economiche per le comunità attraversate dai corridoi.
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