Innovazione e cooperazione: al via a Roma lo Study Tour Lab Innova for Africa

di: Céline Dominique Nadler | 20 Ottobre 2026

La sede dell’Agenzia Ice a Roma ha ospitato ieri l’apertura dello Study Tour Roma-Napoli, tappa operativa del programma Lab Innova for Africa “Luca Attanasio”. Ogni edizione dell’iniziativa coinvolge giovani imprenditori e startup del continente africano attive nell’innovazione tecnologica e provenienti, quest’anno, da Tunisia, Kenya e Marocco. L’incontro ha delineato un modello basato sullo scambio bidirezionale di know-how, superando le dinamiche della promozione commerciale per puntare a un co-sviluppo industriale.

Aprendo i lavori dell’incontro, Lorenzo Galanti, direttore generale di Agenzia Ice, ha inquadrato il programma evidenziando la volontà di agevolare il contatto con l’ecosistema dell’innovazione italiano, aprendosi parallelamente all’apprendimento delle soluzioni tecnologiche proposte dai giovani africani in settori di punta come le tecnologie dell’informazione e il FinTech.

“Il nostro obiettivo è condividere conoscenze e contatti, permettendovi di familiarizzare con il sistema italiano dell’innovazione, ma anche imparare da voi, perché c’è molta innovazione che proviene da molti Paesi africani”, ha precisato Galanti.

Questo approccio paritetico è stato approfondito da Zakia Seddiki Attanasio, presidente della Fondazione Mama Sofia e vedova dell’ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, a cui è dedicato il programma di Agenzia Ice: “Questa non è beneficenza, è una partnership paritaria pensata per unire ed elevare entrambe le sponde del Mediterraneo”, ha detto.

Cooperazione istituzionale e sviluppo industriale

Il mutamento strategico si riflette nella cooperazione istituzionale: Fabrizio Lobasso, vicedirettore generale per la Promozione del Sistema Paese del ministero degli Affari Esteri, ha sottolineato come la filosofia del progetto parta proprio dalla condivisione iniziale di idee e progetti. “Non si tratta più di venire a dire cosa fare, ma di venire, restare e ascoltare. È un cambiamento gigantesco nel modo di considerare la politica estera e di approcciare il continente”, ha affermato Lobasso, richiamando l’obiettivo di ridefinire il bacino del Mediterraneo come un’area di scambio tecnologico e di servizi.

Ma la trasformazione delle idee in partenariati solidi richiede un impianto industriale strutturato: Marco Antonelli, membro del consiglio di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, ha rilevato che le soluzioni tecnologiche necessitano di partner, modelli di business sostenibili e accesso alla finanza per scalare a livello internazionale, fase in cui le imprese italiane possono offrire competenze ingegneristiche e specializzazione industriale per rispondere ai bisogni sociali e strutturali emergenti. L’obiettivo, ha precisato Antonelli, è comprendere concretamente dove queste capacità possano integrarsi e dove un primo contatto possa evolversi in una relazione commerciale o in un progetto congiunto.

Lo Study Tour rappresenta infatti l’inizio di un percorso a lungo termine finalizzato all’internazionalizzazione delle imprese e all’apertura dei mercati. Cinzia Sarli, dell’Ufficio Europa e Africa di Agenzia Ice, ha esortato le aziende a considerare la rete estera di Ice in Africa come una porta di accesso per strutturare accordi continuativi.

I settori tecnologici di intervento

I progetti presentati dalle startup selezionate offrono risposte tecnologiche a bisogni locali e globali. Nel campo dell’HealthTech, le startup selezionate propongono ecosistemi integrati per la gestione dei dati clinici, l’automazione dei processi sanitari e il monitoraggio di patologie come l’asma infantile.

Un’ampia rappresentanza si concentra inoltre sulla sostenibilità ambientale, l’agricoltura e le tecnologie per il clima, mirando a ottimizzare le risorse idriche e l’acquacoltura, mentre  altre piattaforme offrono sistemi SaaS basati sull’intelligenza artificiale (Ai) per il monitoraggio e la riduzione dell’impronta di carbonio aziendale.

Innovazioni emergono anche nella logistica e nella tracciabilità, digitalizzando le infrastrutture per il movimento di merci e persone utilizzando la blockchain per certificare la filiera del miele keniana. Completano il quadro servizi avanzati basati sui dati, come la valutazione tecnica delle risorse umane, le infrastrutture di intelligenza artificiale per la sorveglianza e la business intelligence, affiancati a iniziative di innovazione sociale e culturale.

Le tappe operative a Roma e Napoli

A Roma, le startup si confronteranno con i rappresentanti dell’ecosistema locale per approfondire le applicazioni tecnologiche destinate ai servizi pubblici, come la sanità e la pianificazione urbana, analizzando i vincoli normativi che regolano l’innovazione in Europa. La delegazione si sposterà successivamente a Napoli, dove le aziende avranno a disposizione uno spazio per testare e presentare le proprie tecnologie al mercato italiano, con il fine di abbassare le barriere amministrative e favorire una reale integrazione operativa tra i due continenti.

Aleardo Furlani, coordinatore dello Study Tour, ha chiuso i lavori esortando gli imprenditori ad accogliere le sfide strutturali come opportunità di sviluppo: “La crisi è l’enzima più importante del progresso. Senza crisi non cresceremo mai. Affrontiamo la crisi come una leva per crescere, come un motore di progresso e sviluppo economico e personale per tutti noi”.

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