di: Enrico Casale | 23 Settembre 2026
La transizione energetica del Marocco appare relativamente resistente alle variazioni della disponibilità d’acqua nel lungo periodo, ma nel breve termine una riduzione dei prelievi idrici può avere un impatto significativo sulla quota di elettricità prodotta da fonti rinnovabili. È quanto emerge da uno studio pubblicato nel 2026 sul Future Business Journal, realizzato da ricercatori dell’Università Sultan Moulay Slimane di Béni Mellal, che ha analizzato i dati marocchini dal 1990 al 2021.
Lo studio, basato sugli indicatori della Banca mondiale, ha messo in relazione i prelievi annuali di acqua dolce con la quota delle rinnovabili nella produzione elettrica, tenendo conto anche dell’andamento del Pil e del peso dell’agricoltura e dell’industria. Nel lungo periodo non emerge una relazione statisticamente significativa tra variazioni dei prelievi idrici e sviluppo dell’elettricità rinnovabile. Nel breve periodo, invece, la diminuzione dei prelievi risulta associata a una contrazione molto più marcata della quota di rinnovabili rispetto all’aumento registrato quando i prelievi crescono. Nel modello econometrico, i coefficienti sono rispettivamente -5,28 e +1,04.
Secondo i ricercatori, una possibile spiegazione è la crescente presenza di fotovoltaico ed eolico, tecnologie relativamente poco dipendenti dall’acqua rispetto all’idroelettrico, al solare termodinamico e alla bioenergia. A incidere sarebbero anche gli investimenti e le politiche energetiche di lungo periodo, che hanno contribuito a ridurre la dipendenza del settore elettrico dalle variazioni complessive dei consumi idrici.
Gli autori sottolineano tuttavia che i prelievi d’acqua non rappresentano una misura della scarsità idrica: una loro diminuzione può dipendere dalla siccità, ma anche da restrizioni, miglioramenti dell’efficienza o cambiamenti strutturali nei settori utilizzatori. Lo studio, inoltre, si basa su sole 32 osservazioni annuali e considera la transizione energetica esclusivamente attraverso la quota delle rinnovabili nella produzione elettrica.
Tra le indicazioni avanzate figurano quindi un maggiore coordinamento tra politiche energetiche e gestione dell’acqua, lo sviluppo di fotovoltaico ed eolico, l’efficienza nell’uso della risorsa, il riutilizzo delle acque reflue e una maggiore integrazione tra desalinizzazione ed energie rinnovabili.
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