di: Michele Vollaro | 7 Settembre 2026
Una maggiore attenzione agli operatori europei nei progetti finanziati dall’Unione europea può rappresentare un vantaggio per le imprese italiane, purché venga tradotta in meccanismi di premialità chiari. È la posizione espressa da Confindustria Assafrica & Mediterraneo in risposta a una richiesta di Africa e Affari. Tra le ipotesi indicate dall’associazione figura la possibilità di riconoscere “un elemento premiante all’operatore europeo a parità di valutazione complessiva”. La posizione si inserisce nel dibattito sulla possibile introduzione di una maggiore preferenza europea nei progetti finanziati dall’Ue, tema già approfondito da Africa e Affari in relazione al futuro Global Europe Instrument.
Assafrica individua tuttavia anche altri ostacoli alla capacità delle aziende italiane di competere nei progetti finanziati dall’Ue. Uno riguarda l’accesso tempestivo alle informazioni sui programmi in preparazione; un altro il peso attribuito al prezzo nelle procedure di selezione, che può penalizzare imprese europee caratterizzate da costi energetici e del lavoro più elevati. Per questo l’associazione ritiene importante che “il prezzo non sia il criterio prevalente”, ma venga bilanciato con qualità della proposta, tecnologia, sostenibilità sociale e ambientale e capacità di generare valore nel Paese partner.
Spazi, secondo Assafrica, esistono anche per le piccole e medie imprese (Pmi). In alcuni settori, tra cui formazione e agroalimentare, imprese di dimensioni ridotte possono sviluppare progetti autonomi; nei grandi interventi possono invece inserirsi attraverso filiere, consorzi e partnership. La presenza dei grandi gruppi può così diventare “un elemento di traino per un tessuto più ampio di imprese”.
Nel raccordo tra Piano Mattei e Global Gateway, la strategia dell’Unione europea per lo sviluppo delle infrastrutture globali, l’associazione vede inoltre la possibilità di far convergere risorse nazionali ed europee, banche multilaterali e capitale privato. In prospettiva, il futuro Global Europe Instrument potrebbe rafforzare questo modello sostenendo, oltre alle infrastrutture, studi di fattibilità, progettazione, assistenza tecnica, formazione, trasferimento tecnologico e sviluppo delle filiere. Assafrica ricorda infine di aver già presentato alla Struttura di Missione del Piano Mattei oltre 130 progetti provenienti dalle imprese associate.
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