Madagascar: allarme delle imprese sulle riforme fiscali

di: Valentina Milani | 6 Luglio 2026

Il Gruppo delle imprese delle zone franche e dei partner (Groupement des entreprises franches et partenaires, Gefp) ha lanciato l’allarme sul futuro del regime delle zone franche in Madagascar, sostenendo che le recenti riforme fiscali potrebbero mettere a rischio oltre 200.000 posti di lavoro diretti e il reddito di migliaia di famiglie.

In un comunicato diffuso ieri, l’associazione ha rivolto un appello al governo malgascio e al Fondo monetario internazionale (Fmi), denunciando che le modifiche introdotte dalla legislazione di bilancio dal 2023 stanno progressivamente indebolendo un sistema che ha contribuito allo sviluppo industriale e alla crescita delle esportazioni del Paese.

Tra le principali criticità segnalate figurano l’introduzione di nuove imposte e oneri fiscali, oltre ai ritardi nei rimborsi dell’Iva, che secondo il Gefp stanno compromettendo la liquidità delle imprese, frenando gli investimenti, limitando le assunzioni e, in alcuni casi, provocando la chiusura delle attività.

L’associazione ricorda inoltre che la legge del 2008 garantiva alle imprese delle zone franche un quadro fiscale stabile, vietando l’introduzione di nuovi tributi non previsti dalla normativa. Pur dichiarandosi favorevole ai controlli e al contrasto degli abusi, il Gefp chiede che eventuali modifiche fiscali siano precedute da consultazioni con il settore e da una valutazione del loro impatto economico e occupazionale.

Secondo il gruppo, anche l’Fmi dovrebbe tenere maggiormente conto del contributo delle imprese delle zone franche all’economia nazionale, non solo in termini di gettito fiscale, ma anche di occupazione, esportazioni e afflusso di valuta estera.

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