Rd Congo: verso avvio prima miniera di litio

di: Celine Camoin | 23 Giugno 2026

Il settore minerario assiste a una svolta strategica nella Repubblica Democratica del Congo, dove è imminente l’avvio della prima miniera di litio del Paese nel giacimento di Manono. Secondo quanto riportato dalla testata giornalistica Beto, la joint venture formata dal gruppo cinese Zijin Mining e dall’azienda pubblica Cominière (Société congolaise de recherche et d’exploitation minière) ha annunciato l’attivazione dell’impianto estrattivo per il 30 giugno. I vertici della società prevedono la messa in funzione, mentre il locale ministero dell’Economia e delle risorse minerarie stima l’inizio della produzione commerciale fisica nella seconda metà del 2026.

L’operazione industriale rappresenta un investimento dal valore di circa un miliardo di dollari e punta a regime a una capacità produttiva compresa tra 120.000 e 130.000 tonnellate all’anno, una quota che coprirà quasi il 5% dell’offerta mondiale di questo minerale entro il 2028. L’iniziativa genera un forte impatto occupazionale sul territorio con la promessa di garantire almeno 1.500 posti di lavoro diretti.

Il progetto di Manono si sviluppa in un momento complesso per il mercato delle materie prime, caratterizzato da una drastica flessione del valore del concentrato di litio che ha registrato un calo superiore all’ottanta per cento a causa di una sovrapproduzione globale. Nonostante la crisi dei prezzi, la strategia dei partner punta sul lungo termine e sull’integrazione verticale per assicurarsi l’approvvigionamento diretto della risorsa energetica.

La gestione delle risorse solleva tuttavia un dibattito interno legato alla valorizzazione locale dei materiali estratti. Il ministro Louis Watum Kabamba ha recentemente ribadito la linea politica delle autorità locali, dichiarando che il Paese non può più limitarsi a essere un’area di sola estrazione, ma deve trasformarsi in un polo di innovazione e creazione di valore. Nonostante le dichiarazioni programmatiche e i piani per la nascita di impianti di assemblaggio di batterie nella zona economica speciale, il minerale di Manono verrà inizialmente esportato allo stato grezzo di solfato di litio, trasportato via terra verso i porti dell’oceano Indiano.

Il controllo del giacimento si inserisce inoltre in una complessa disputa geopolitica e legale internazionale. Nel 2023 lo Stato ha revocato i permessi precedentemente concessi alla società australiana Avz Minerals (Australian volunteer coast guard) per riaffidarli alla partnership con il colosso asiatico. La compagnia australiana ha avviato un contenzioso legale presso il tribunale arbitrale della Banca mondiale e ha ottenuto una prima condanna della Cominière a un risarcimento di 39,1 milioni di euro da parte della Cci (Chambre de commerce internationale). Sullo sfondo restano vigili anche gli interessi di gruppi finanziati da investitori statunitensi, trasformando l’area di Manono in un terreno di accesa rivalità mineraria tra Washington e Pechino.

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