di: Michele Vollaro | 19 Giugno 2026
La Banca centrale dell’Etiopia ha superato la soglia di due miliardi di dollari in vendite di valuta statunitense dall’inizio dell’anno, utilizzando lo strumento delle aste straordinarie di scambio con l’estero.
Secondo quel che sottolinea l’agenzia Bloomberg, questo piano di interventi speciali è culminato nei giorni scorsi in un’operazione da 100 milioni di dollari ed è stato strutturato dalle autorità di Addis Abeba per sostenere il birr, la divisa locale, e tentare di ridurre il persistente divario che separa il tasso di cambio ufficiale da quello del mercato parallelo.
L’aggressiva immissione di liquidità riflette i continui sforzi del Paese africano per stabilizzare la moneta nazionale di fronte alle forti pressioni finanziarie. Nel corso dell’ultima asta speciale, a fronte dell’offerta di 100 milioni di dollari immessa sul mercato, si è registrata una imponente domanda da parte degli operatori commerciali, che hanno presentato richieste per un valore complessivo di oltre 230 milioni di dollari.
Secondo le previsioni degli analisti, i vertici dell’istituto di emissione intendono proseguire la difesa della valuta per contrastare i premi a doppia cifra che continuano ad alimentare il mercato nero.
Questi interventi sul mercato dei cambi si inquadrano nel contesto di un più ampio programma di riforme strutturali attualmente in corso, sostenuto dal Fondo monetario internazionale (Fmi) e dalla Banca mondiale. Il piano delle autorità etiopiche, incentrato sulla progressiva liberalizzazione valutaria, mira ad affrontare i nodi storici legati ai default sul debito sovrano e a stimolare l’afflusso di nuovi investimenti esteri nel tessuto economico del Paese.
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