di: Andrea Spinelli Barrile | 28 Aprile 2026
La Banca centrale dell’Uganda ha avviato un programma pilota triennale per l’acquisto di oro estratto a livello nazionale, con l’obiettivo di diversificare le proprie riserve valutarie. Lo riportano i media locali. La Banca dell’Uganda ha ottenuto una licenza di commerciante di minerali e si è registrata presso l’Autorità di intelligence finanziaria per garantire la conformità alle normative antiriciclaggio durante il processo di approvvigionamento.
Il primo acquisto è stato effettuato il 17 aprile 2026: l’Uganda possiede un notevole potenziale, con stime che indicano la presenza di 31 milioni di tonnellate di giacimenti di minerale aurifero (potenzialmente 320.158 tonnellate di oro raffinato), ed è diventata un importante centro regionale, esportando oro per un valore di 5,8 miliardi di dollari nel 2025.
Il programma prevede l’acquisto di oro da miniere e raffinerie nazionali autorizzate, al fine di incrementare e diversificare le proprie riserve valutarie, ridurre la dipendenza dalle valute estere e mitigare i rischi finanziari. Si tratta di una sperimentazione triennale volta a testare l’integrazione dell’oro estratto localmente nelle riserve ufficiali: sebbene l’Uganda abbia segnalato vasti giacimenti in aree come la regione di Karamoja, stimati nel 2022 in 31 milioni di tonnellate di minerale d’oro, il settore è in gran parte dominato da minatori artigianali e su piccola scala. L’Uganda è un importante centro di lavorazione dell’oro a livello regionale, con esportazioni che raggiungeranno i 5,8 miliardi di dollari nel 2025, con un incremento del 76% rispetto al 2024.
La decisione di includere l’oro nelle riserve segue misure analoghe adottate da altre banche centrali africane (Ghana, Burkina Faso, Mali, Kenya, Repubblica democratica del Congo, Etiopia ed altri) per proteggere le proprie economie dalla volatilità dei mercati globali.
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