di: Andrea Spinelli Barrile | 24 Aprile 2026
La banca panafricana Ecobank è in trattative con la Bank of China per lanciare entro la fine dell’anno un prodotto di regolamento diretto da valuta locale a yuan per i suoi clienti. Lo ha reso noto il Ceo del gruppo, citando i crescenti legami commerciali e di scambio tra Africa e Cina.
La mossa di Ecobank, che ha sede in Togo, e dell’istituto di credito cinese a maggioranza statale arriva mentre alcuni mercati africani esplorano alternative al dollaro per i pagamenti transfrontalieri, tra cui la valuta cinese. “Stiamo valutando opportunità per effettuare i pagamenti direttamente in yuan cinesi anziché tramite il dollaro” ha detto Jeremy Awori, citando il fatto che molte piccole e medie imprese africane guardano alla Cina per crescere: “Per farlo servono gli strumenti e i meccanismi di pagamento giusti. Noi stiamo investendo in questi”.
L’espansione dei legami commerciali tra Cina e Africa ha spinto i principali istituti di credito africani a sviluppare piattaforme di pagamento più efficienti. La Standard Bank sudafricana ha annunciato a novembre di aver ottenuto l’autorizzazione a offrire transazioni tramite il Sistema di pagamento interbancario transfrontaliero cinese (Cips), rendendo lo yuan la valuta di riferimento per i pagamenti dei suoi clienti. I Paesi africani hanno anche esplorato alternative ai pagamenti basati sul dollaro, tra cui un nuovo sistema di pagamento interno, la conversione in yuan da parte del Kenya di alcuni prestiti ferroviari cinesi denominati in dollari e l’utilizzo della valuta cinese da parte dello Zambia per il pagamento delle royalties ad alcune società minerarie.
Questa iniziativa si inserisce perfettamente nella campagna di Pechino per l’internazionalizzazione dello yuan: la Cina sta anche estendendo quest’anno l’esenzione dai dazi doganali ai 53 Paesi africani con cui intrattiene relazioni diplomatiche. Le imprese africane lamentano da tempo che la necessità di convertire le valute locali in dollari prima di pagare i fornitori in Paesi come la Cina comporta costi aggiuntivi e una riduzione dei margini di profitto.
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