di: Valentina Milani | 27 Aprile 2026
Lo Zimbabwe punta ad attrarre maggiori investimenti nella lavorazione e raffinazione dei minerali, abbandonando l’export di materie prime grezze. Lo ha dichiarato ieri il vicepresidente Constantino Chiwenga intervenendo a Bulawayo durante la Conferenza internazionale sul commercio 2026, nel quadro della Fiera internazionale dello Zimbabwe.
Il governo ha recentemente approvato il divieto di esportazione di minerali grezzi e concentrati di litio per favorire la creazione di valore interno. “L’era dell’esportazione di risorse senza benefici significativi per il Paese deve lasciare spazio a una nuova fase di industrializzazione e manifattura”, ha affermato Chiwenga.
Il vicepresidente ha sottolineato che il settore minerario sta registrando una crescita sostenuta, trainata dalla domanda globale di minerali strategici come litio e cromo. In questo contesto, Harare intende rafforzare la collaborazione tra industria e istituti di ricerca per sviluppare competenze e innovazione. Per aumentare la produzione, il Paese intende inoltre accelerare gli investimenti in energia, infrastrutture di trasmissione e fonti rinnovabili, con la diffusione di sistemi decentralizzati come le mini-reti.
Chiwenga ha infine invitato il settore privato a partecipare all’espansione della capacità energetica nazionale, indicando opportunità nella produzione indipendente di energia e nelle tecnologie pulite, e ha sollecitato il rafforzamento della capacità siderurgica per far fronte ai rischi geopolitici.
Il comparto minerario resta uno dei pilastri dell’economia zimbabwese e una delle principali fonti di esportazione, grazie alle ampie riserve di platino, litio, cromo e minerale di ferro.
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