Sudafrica: presentato piano per modernizzare rete ferroviaria

di: Stefano Samo | 28 Aprile 2026

Il Sudafrica intende investire quasi 2 trilioni di rand (circa 121 miliardi di dollari) per modernizzare la rete ferroviaria entro il 2050. E’ quanto è emerso dalla presentazione del Piano nazionale per le ferrovie da parte del ministro dei Trasporti Barbara Creecy, secondo cui questo “piano mira a posizionare la ferrovia come spina dorsale dell’ecosistema logistico e dei trasporti del Sudafrica”. Il progetto sarà sottoposto a consultazioni pubbliche fino alla fine di luglio, con eventi in presenza previsti in tutte e nove le province del Paese. Il ministero dei Trasporti ha inoltre pubblicato il documento sul web, aprendo ai commenti.

Il piano comprende anche un’analisi del declino registrato nel settore negli ultimi decenni: si stima che oltre 100 milioni di tonnellate di merci siano andate perse a favore del trasporto su strada, mentre il numero di passeggeri sui treni pendolari rimane al di sotto dei livelli registrati nel 1997. “Attualmente circa 165 milioni di tonnellate di merci vengono trasportate ogni anno sulla nostra rete ferroviaria e le ricerche indicano che la domanda di trasporto merci su rotaia si avvicina ai 280 milioni di tonnellate”, ha sottolineato Creecy, fissando un obiettivo di 250 milioni di tonnellate l’anno per il 2030. “La conseguenza indesiderata di queste scarse prestazioni della nostra rete ferroviaria è la perdita di entrate in valuta estera e la perdita di posti di lavoro quando i prodotti minerari e agricoli non possono essere esportati in modo economico e tempestivo”, ha rimarcato il ministro.

Nel frattempo, come ricordano i media locali, il numero di passeggeri della Passenger Rail Agency of South Africa (Prasa) è stato di oltre 100 milioni lo scorso anno, ancora al di sotto sia dei livelli storici che dell’obiettivo di 600 milioni fissato per il ripristino del servizio.  “Per quanto riguarda i pendolari, gli elevati costi di trasporto riducono il reddito netto e costringono i pendolari a trascorrere diverse ore al giorno su autostrade congestionate”, ha sottolineato il ministro, secondo cui “un sistema ferroviario pendolare efficiente ridurrebbe i costi per le famiglie, farebbe risparmiare tempo, diminuirebbe gli incidenti e migliorerebbe l’accesso al reddito e ai servizi per le comunità a basso reddito”.

Il piano prevede quindi una serie di riforme strutturali, come la concentrazione delle attività di trasporto merci su corridoi ad alta densità e ad alto valore, la riconversione o la chiusura delle linee secondarie con limitata redditività, la graduale transizione allo scartamento standard delle tratte strategiche e un maggiore coinvolgimento del settore privato per migliorare l’efficienza e promuovere lo sviluppo delle infrastrutture. Il piano prevede anche la modernizzazione dei servizi passeggeri e la razionalizzazione della rete, compresa la chiusura delle linee non redditizie e lo sviluppo di nuovi servizi su misura per le tendenze di mercato.

“Non si tratta di reinventare il passato – ha sottolineato Creecy – si tratta di costruire un sistema ferroviario resiliente, adattabile e dinamicamente scalabile che serva gli obiettivi economici e sociali più ampi della nazione”.

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