di: Valentina Milani | 17 Marzo 2026
L’Ordine degli ingegneri tunisini ha presentato all’Assemblea dei rappresentanti del popolo una proposta di legge per riformare la filiera dell’olio d’oliva, introducendo l’obbligo di supervisione tecnica da parte di ingegneri agronomi nelle aziende oltre i 50 ettari, nei frantoi e nelle unità di confezionamento, secondo quanto riporta il sito Tunisie Numérique.
Il progetto prevede l’integrazione di almeno 2.000 ingegneri e tecnici nel settore, dove l’assistenza tecnica oggi non supera l’1%. L’obiettivo è migliorare produttività, qualità dell’olio e gestione delle risorse idriche.
Secondo il presidente dell’Ordine, Mohsen Gharssi, l’olio d’oliva rappresenta circa il 40% delle esportazioni agricole tunisine e garantisce reddito a oltre un milione di persone. Tuttavia tra il 75% e l’80% della produzione viene esportato sfuso a circa 4 euro al litro e rivenduto dopo il confezionamento a 10-15 euro.
La proposta include la modernizzazione di circa 1.800 frantoi, incentivi fiscali per il confezionamento locale e un programma di imprenditorialità per ingegneri. Secondo i promotori, le riforme potrebbero generare 5 miliardi di dinari tunisini l’anno (circa 1,5 miliardi di euro) e creare fino a 50.000 posti di lavoro.
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