di: Enrico Casale | 23 Febbraio 2026
Le esportazioni di fosfati della Tunisia hanno registrato una crescita significativa del 15% nel corso del 2025, segnando un importante recupero per uno dei settori più strategici dell’economia dello Stato. I dati ufficiali confermano il trend positivo della produzione e della commercializzazione internazionale di questa risorsa naturale, che rappresenta una fonte primaria di valuta estera per il Paese.
Il rilancio del comparto è stato favorito da una maggiore stabilità operativa nei bacini minerari, in particolare in quello di Gafsa, e da un miglioramento dell’efficienza nel trasporto ferroviario verso i porti di esportazione. Grazie a questi fattori, il Paese è riuscito a onorare un numero superiore di contratti con i partner internazionali, consolidando la propria posizione sui mercati globali dei fertilizzanti e dei prodotti chimici derivati. Le entrate generate da questo incremento hanno contribuito a ridurre il deficit della bilancia commerciale dello Stato, portando nelle casse nazionali diverse centinaia di milioni di euro aggiuntivi rispetto all’esercizio precedente.
Il ministero dell’Industria, delle miniere e dell’energia ha sottolineato che l’obiettivo per il 2026 è quello di superare i livelli produttivi attuali, puntando su nuovi investimenti infrastrutturali e sulla modernizzazione degli impianti di trasformazione. La strategia del governo prevede non solo l’aumento delle quantità esportate, ma anche una maggiore valorizzazione del prodotto attraverso la produzione di acido fosforico e altri derivati ad alto valore aggiunto. La presidenza del governo considera il rilancio dell’industria dei fosfati un pilastro fondamentale del piano di ripresa economica nazionale, essenziale per garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche.
Nonostante le sfide legate alla concorrenza internazionale e alle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime, la Tunisia mira a recuperare le quote di mercato perse negli anni passati. Le autorità hanno ribadito l’importanza di mantenere un clima sociale sereno nelle aree minerarie per assicurare la continuità delle attività estrattive. Lo Stato sta inoltre valutando partnership strategiche con investitori esteri per integrare nuove tecnologie estrattive che riducano l’impatto ambientale e migliorino la resa dei giacimenti esistenti, garantendo così un futuro solido a un settore che impiega migliaia di lavoratori nel sud del Paese.
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